Anche l’Anpi di Chiaravalle e Jesi partecipano alla marcia della pace Perugia – Assisi

Anche l’Anpi di Chiaravalle e Jesi partecipano alla marcia della pace Perugia – Assisi

CHIARAVALLE – Domenica prossima si rinnova il grande appuntamento civile della Perugia – Assisi la marcia voluta e organizzata da Aldo Capitini nel 1961 che mette al centro la pace e la nonviolenza come valori essenziali della politica e dell’agire sociale.

Da allora ogni anno questa giornata si è riempita di contenuti morali ed è stato momento di incontro di tante diverse sensibilità tutte impegnate anche se in modi diversi ad agire la solidarietà e l’impegno concreto per aprire spazi di alternativa alle miserie del presente.

Quest’anno, ancora una volta, mentre il mondo vive i drammi di una tragedia sanitaria come l’epidemia covid, vede in tante parti il rischio di nuovi conflitti, è attraversato dalla sofferenza di milioni di persone in fuga dalla miseria e dal sopruso, sente più urgente i segni della crisi ambientale che annunciano catastrofi sempre più prossime, la marcia è occasione di speranza e momento di impegno.

L’Anpi di Chiaravalle e quello di Jesi ancora una volta saranno presenti sulle strade , dove negli anni si sono incontrati i volti di tanti come Gino Strada, Margherita Hack, Alex Zanotelli, che con la loro vita hanno testimoniato queste volontà, e dove migliaia di storie parlano di coraggio, impegno civile, concreta solidarietà. L’Afghanistan e i suoi drammi saranno al centro dell’ appuntamento di quest’ anno ma non possiamo dimenticare le vicende che riguardano l’accoglienza dalle tante difficoltà poste all’ azione delle organizzazioni sociali che si prodigano nel mare di Sicilia a strappare dalle onde i disperati che cercano rifugio nel nostro continente, né la condanna ingiusta all’ esperienza di Riace e del suo sindaco Mimmo Lucano.

Con questo spirito e per rinnovare l’impegno di un’ azione costante su questi temi saremo lì anche a testimoniare come le nostre città e i nostri territori siano , come da sempre lo sono stati, i luoghi dell’ accoglienza e della partecipazione a combattere le miserie del mondo.

 

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