Cosa visitare in un giorno a Jesi

Cosa visitare in un giorno a Jesi

JESI – La tecnologia, al giorno d’oggi, offre la possibilità di programmare con grande attenzione e precisione il proprio viaggio turistico. Ormai, grazie al web, c’è la possibilità di trovare ogni tipo di informazione anche da mobile, che viene usato spesso anche per divertirsi con i portali dedicati all’intrattenimento online, andando alla ricerca dei migliori siti per giocare al casino e ovviamente portali sicuri e affidabili sotto ogni aspetto.

Per chi ha intenzione di sfruttare il web per poter ottenere il maggior numero di informazioni e notizie per organizzare un viaggio a Jesi, splendida città delle marche, è importante sapere che l’entroterra di questa regione mette a disposizione un gran numero di borghi veramente meravigliosi, in cui c’è la possibilità di scoprire tante storie antiche.

Jesi è sicuramente una città dal grande fascino, anche per via del fatto che qui è nato Federico II, che pare si innamorò una volta soltanto nella sua vita, e, proprio per questo motivo, si può seguire una sorta di itinerario culturale e storico tra i vari musei e le diverse attrazioni che sono ospitate in questa città, che è stata ribattezzata “esemplare” da parte dell’Unesco per il suo incredibile patrimonio storico.

Una bella passeggiata nella Jesi storica

Avete poco tempo a disposizione? La cosa migliore da fare è quella di partire dal centro storico della città jesina. Soprattutto se il meteo è clemente, si può partire da una bella camminata lungo il perimetro delle mura che delimitano la città storica.

La cinta muraria di Jesi si caratterizza per essere una di quelle che si conservano meglio in tutta la regione, oltre che per il fatto di avere una lunghezza pari a ben 1,5 chilometri, permettendo a tutti i turisti di ammirare dei meravigliosi paesaggi e scorci non solo nei luoghi delle immediate vicinanze, ma anche sulle vie strette del borgo storico.

Le mura in questione sono state realizzate in laterizio, ovvero un particolare prodotto in materiale ceramico a pasta piuttosto porosa. Ancora oggi, grazie a queste mura, c’è la possibilità di ammirare quelli che erano i sistemi difensivi più usati in epoca medievale. In tal senso, spicca la presenza di torrioni di diverse forme, ma anche numerose porte d’accesso, oltre che tantissime feritoie e cortine con archetti.

Piazza Federico II e la leggenda

Ecco un altro luogo da non perdere se si viaggia fino in queste zone. Infatti, Piazza Federico II si trova nella parte più a est della città e, per tanti turisti, si può considerare come il vero e proprio punto di partenza per andare alla scoperta della città.

Una delle principali caratteristiche di Piazza Federico II è senz’altro quella di aver dato i natali a Federico II. Seguendo quanto viene riportato nelle testimonianze storiche, pare che nel 1194, Costanza D’Altavilla cominciò il suo viaggio nell’intento di arrivare fino a Palermo, per ricongiungersi con il marito, Enrico VI, figlio di Barbarossa.

Un percorso che venne analizzato con grande attenzione e dovizia di particolari, dal momento che Costanza stava aspettando un bambino. Se da una parte la costa adriatica era eccessivamente ricca di pericoli, visto che i nemici avrebbero potuto organizzare con fin troppa facilità un attacco, si scelse di viaggiare per l’entroterra.

Così, per far nascere il suo primogenito, ecco che Costanza decise di optare per Jesi, una di quelle città che riuscivano a garantire sicurezza e affidabilità sotto ogni punto di vista. Sembra, quindi, che Federico II venne partorito in un’apposita tenda collocata proprio in piazza. Il motivo è presto detto: siccome Costanza aveva un’età avanzata, il popolo nutriva diversi dubbi sulla sua intatta capacità di avere un figlio. Ebbene, allora decise di partorire in un baldacchino in mezza alla piazza per dare la prova al popolo che Federico II fosse effettivamente suo figlio.

 

Ag – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.laltrogiornale.it
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: