Bertoglio: “La Commissione parlamentare antimafia nelle Marche dovrà chiarire molte cose”

Bertoglio: “La Commissione parlamentare antimafia nelle Marche dovrà chiarire molte cose”

di ANGELO BERTOGLIO*

ANCONA – La comunicazione dell’onorevole Luca Paolini, dell’imminente arrivo della Commissione parlamentare antimafia nelle Marche, conferma purtroppo che non viviamo in un’isola felice come qualcuno vuole farci credere.

Il 27 dicembre 2018, subito dopo l’omicidio Bruzzese, si annunciava l’arrivo a Pesaro del ministro degli interni Salvini per dare un segnale forte da parte dello Stato e tutti ci auguravamo dell’arrivo di uomini e mezzi per il controllo del territorio. Ma così non è stato.

Forse oggi, dopo tre governi e dopo gli ultimi gravi fatti di cronaca, il ministro Lamorgese manderà i famosi uomini e mezzi per sostenere il grande lavoro che Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, stanno svolgendo quotidianamente con le poche forze a loro disposizione.

Ringrazio l’on. Luca Paolini per il suo impegno, proprio perché in quel nostro comunicato del 27 dicembre 2018, chiedevamo pubblicamente proprio a lui -parlamentare eletto in provincia di Pesaro Urbino e membro della Commissione parlamentare antimafia – di farsi portavoce della nostra richiesta, invitando ufficialmente l’intera Commissione parlamentare antimafia a Pesaro il prima possibile, per affrontare la questione “Bruzzese” ma anche la situazione sulle possibili infiltrazioni mafiose nel nostro territorio.

Dopo l’omicidio Bruzzese, ero stato contattato da diverse persone e associazioni, che mi esponevano paure, dubbi e perplessità su quanto era accaduto e non vi nascondo che, da quel giorno, le paure, i dubbi e le perplessità sono aumentate in molte persone.

La violenza e la criminalità stanno aumentando su tutto il territorio nazionale, in un momento già particolarmente difficile e con una situazione sociale sempre più grave, se poi ci mettiamo dentro anche i cattivi maestri della rete che buttano benzina sul fuoco, diventa una miscela molto pericolosa

Ma non dimentico da dove eravamo partiti e vogliamo ricordare che sono tante, forse addirittura troppe le situazioni simili a quelle di Bruzzese nel nostro territorio e visto che era in un programma di protezione (anche se aveva chiesto di uscirne) però al momento ancora era nel programma e pare chiaro ed evidente che qualcosa non abbia proprio funzionato al meglio. Forse partendo proprio dall’assurdità regina, quella che sulla cassetta della posta sotto casa, ci fosse scritto proprio il cognome “Bruzzese”.

Spero, ma ne sono certo, che la Commissione parlamentare antimafia, guidata dal senatore Nicola Morra, affronterà anche questo tema per fare luce su diverse vicende e situazioni che meritano verità e forse anche giustizia.

L’Associazione Vittime Riunite d’Italia, sarà sempre al fianco delle vittime, tutte le vittime, senza nessuna distinzione, cercando di portare sempre e comunque un contributo importante per il sostegno e la tutela delle Vittime e dei loro familiari.

*Presidente Associazione Vittime Riunite d’Italia

 

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