Jesi, sulla partecipazione Rifondazione Comunista muove critiche al sindaco Bacci

Jesi, sulla partecipazione Rifondazione Comunista muove critiche al sindaco Bacci

JESI – Dalla sezione di Jesi del Partito della Rifondazione Comunista riceviamo:

“Nelle prossime settimane il Consiglio comunale di Jesi discuterà del Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani.

“Un titolo, letto così, affascinante, sembra preludere ad uno strumento di partecipazione e coinvolgimento dei cittadine alle scelte e all’ impegno per migliorare la città e dare risposta ai bisogni dei cittadini. Dopo la farsesca tragedia della “ fontana spostata” e l’autismo amministrativo e politico che l’ha caratterizzata, quasi un ravvedimento operoso. A leggerne l’articolato però le speranze scemano, si tratta infatti di un documento che ha tutte le caratteristiche della “benevola concessione”, che chiede una partecipazione subordinata e, a pensar male, può consentire addirittura la “privatizzazione “ di beni pubblici o il loro appannaggio a progetti di gruppi e interessi particolari che si presentino , proprio così dice il testo  come “mecenati”.

“Insomma una concezione della partecipazione che ci riporta indietro nel tempo dove la cittadinanza  più che un diritto a decidere diventa una concessione a fare e dove sul merito di questo fare pesa e il censo che di ogni mecenatismo è il padre. Tutto questo , ovviamente, nel silenzio e nell’indifferenza, senza nessun percorso partecipato e senza nessuno che lo richieda, eppure vicende come quelle della “torre Erap” o l’ultima quella della fontana avrebbero dovuto suggerire un altro più importante impegno.

“Però, come ci ha insegnato Vico anche le avversità possono diventare occasioni, proponiamo perciò  che le associazioni e i gruppi che in questa città hanno mostrato vitalità e voglia di difendere la partecipazione quella vera si incontrino e trovino le modalità per costruire una proposta veramente alternativa di partecipazione che costruisca uno strumento dove i cittadini possano avere il diritto di parere sugli atti più significativi dell’agire amministrativo e il Consiglio il dovere di discuterne e di motivarne accoglienze e dinieghi”.

 

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