Rifondazione Comunista: “Ex Cral di Chiaravalle, ricordando il passato parliamo del futuro”

Rifondazione Comunista: “Ex Cral di Chiaravalle, ricordando il passato parliamo del futuro”

“La politica cittadina ha bisogno di confronto non di illazioni e tristi tifoserie”

CHIARAVALLE – Dalla sezione di Chiaravalle di Rifondazione Comunista riceviamo:
“Cambiare le lampade dell’illuminazione pubblica quando sono fulminate, chiudere le buche per le strade quando l’asfalto cede, rendere più visibili gli attraversamenti pedonali, sostituire nei viali le piante che non hanno attecchito, soprattutto (in parte con trasferimenti indotti) sostenere le fasce deboli della popolazione è sicuramente cosa lodevole  ma prima ancora doverosa e  non possono essere confuse e contrabbandate come un  progetto amministrativo  e  cifra  della sua azione politica.

“Ciò premesso veniamo alle considerazioni  che Chiaravalle Domani ci riserva in merito alle nostre domande sul futuro dell’area ex Cral. Tocca partire, per far chiarezza su questa vicenda dalla privatizzazione della Manifattura Tabacchi (di fatto nei numeri alla sua liquidazione) , allora, nonostante Rifondazione fosse l’unica forza politica contraria a quella svendita  eravamo alla fine del secolo scorso) ponemmo , per Chiaravalle , su tutti i tavoli, dal Parlamento ( con l’onorevole De Cesaris) , alla Regione e alla Provincia, nonché in alcune assemblee pubbliche in città  due questioni:

“(1) che dai ricavi della vendita ai privati fosse destinata alla Provincia di Ancona una quota per l’avvio e il sostegno di nuove attività produttive e (2)che le pertinenze non industriali dello stabilimento, appunto l’area ex Cral che conteneva   spazi per attività sociali e culturali, fosse ceduta a titolo di favore ( con norma da stabilire) al Comune di Chiaravalle.

“Fummo soli in quella richiesta né gli amministratori , né i sindacalisti ( diversi dei quali ancor oggi danno giudizi e sentenze) proferirono parola a sostegno di una proposta  che poteva davvero offrire un’ occasione alla città per la sua programmazione urbanistica e per la necessaria riconversione delle attività produttive depresse dalla chiusura dello stabilimento.

“Eravamo tanto convinti e ancor oggi lo siamo non solo della proposta ma della centralità di quell’ area ,che negli anni , per quanto potevamo ,abbiamo in consiglio comunale finchè ci siamo stati ( con consiglieri del valore di Franco Favilla) ribadito la nostra propensione per l’intervento pubblico, mentre altri ( anche questi oggi impegnati a sostenere le non scelte dell’ amministrazione avevano ruoli di primo piano in consiglio e nella giunta Comunale guidata da Bianchini).

“Quindi nessuna reticenza o sottovalutazione sulla vicenda del megastore solo la scelta di non scendere nei pantani della calunnia ad personam  e dell’insinuazione, cosa che rischia, leggendo il comunicato di Chiaravalle Domani, di diventare uno stile del confronto politico in città.

“Ma veniamo all’oggi, perché ci pare, ed a parole tutti concordano, che ancora il futuro di quell’area sia strategico per il futuro di Chiaravalle ed in particolare del centro. Quello che è certo è che è stata venduta all’asta ad una  cifra senz’altro modesta. Il resto, chi sia l’acquirente , quali le sue intenzioni, perché in gran parte le norme che avrebbero permesso il megastore siano ancora in essere, perché l’amministrazione ha rinunciato , visto il prezzo , ad acquisirlo ( risibili, anzi un’ offesa all’ intelligenza l’accenno alla limitatezza della risorse comunali, sia perché un mutuo su quell’acquisto avrebbe riguardato percentuali modeste nel bilancio, sia perché occorrerebbe saper distinguere tra spesa corrente ed investimenti) sono ignote.

“Certo il Consiglio comunale è il luogo per questo confronto ma non il solo, la democrazia è fatta di assemblee, di luoghi paritari della partecipazione, di adeguata e capillare informazione, cose da tempo mancano in città. Ci auguriamo che presto a Chiaravalle possa realizzarsi l’occasione per un confronto libero e aperto  sul futuro di quell’ area tra tutti i soggetti sociali e politici della città ne guadagnerebbe la verità e certo aiuterebbe a trovare ed accelerare una soluzione che la città attende da troppo tempo”.

 

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