I tanti dubbi sul traforo della Guinza al centro di un incontro a Fano tra la Confcommercio e l’assessore Baldelli

I tanti dubbi sul traforo della Guinza al centro di un incontro a Fano tra la Confcommercio e l’assessore Baldelli

FANO – I vertici della Confcommercio di Fano hanno incontrato questa mattina l’assessore regionale Francesco Baldelli per confrontarsi sulla questione del traforo della Guinza tornata prepotentemente alla ribalta in questi giorni.

La presidente Barbara Marcolini, il presidente Federalberghi Luciano Cecchini, il direttore provinciale Amerigo Varotti, il segretario di Fano Marco Arzeni e il vice direttore Agnese Trufelli, fortemente preoccupati dalle notizie trapelate, che prevederebbero unicamente un senso unico con direzione verso la Toscana – fatto questo che comporterebbe una serie penalizzazione per la vallata ma anche per tutto il territorio provinciale -, hanno quindi espresso le loro perplessità al rappresentante regionale titolare delle politiche infrastrutturali  della regione.

All’assessore Baldelli la Confcommercio ha quindi evidenziato la necessità di non fermare il percorso già avviato da anni e che finalmente vede tra le priorità regionali proprio il completamento dell’importante tratto cosi come è stato caldeggiato l’impegno affinché si trovino le risorse per completare la seconda canna del traforo e il completamento dei lotti mancanti (da Canavaccio a Mercatello sul Metauro), opere indispensabili per la fruizione di questo importante lavoro.

E’ stata inoltre condivisa la necessità di dare il via al bando per la realizzazione della ciclabile Fano-Urbino salvaguardando il sedime della ferrovia che consentirebbe poi di realizzare quella metropolitana di superficie che colleghi la costa fanese con l’entroterra, fino ad un ipotetico arrivo a Civitanova, creando cosi un ideale percorso sostenibile e virtuoso.

Da parte dell’assessore Baldelli c’è stata la conferma che la Regione Marche individua nella Fano-Grosseto una delle opere prioritarie a livello viario cosi come sono allo studio delle alternative per arrivare alla apertura della seconda canna fermo restando che tutto il territorio deve lavorare in tal senso per non correre il rischio di perdere tempo prezioso.

 

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