Le concessioni delle spiagge di nuovo in pericolo, chiesto al Governo di intervenire subito

Le concessioni delle spiagge di nuovo in pericolo, chiesto al Governo di intervenire subito

I bagnini di nuovo in allarme dopo la lettera all’Italia della Commissione Europea. Polemica presa di posizione della Cna

PESARO – Concessioni demaniali di nuovo in pericolo dopo l’intervento della Commissione Europea. Non c’è pace per i concessionari di spiaggia che di nuovo si vedono una sorta di spada di Damocle sul futuro delle proprie attività da parte dell’Unione Europea.  Una voce importante anche nell’economia della provincia di Pesaro e Urbino che vanta quasi 50 chilometri di costa interessando quattro comuni con oltre 170 imprese che insistono sui comuni di Gabicce Mare, Pesaro, Fano e Marotta-Mondolfo”.

La Cna, alla luce delle novità in arrivo da Bruxelles, chiede al Governo di difendere con forza la misura contenuta nel Decreto Rilancio, e convertita in legge dal Parlamento, di estendere fino al 2033 le concessioni demaniali marittime attualmente valide.

Per Sabina Cardinali, portavoce nazionale di Cna Balneatori si tratta “di una misura fondamentale per garantire stabilità al comparto in un momento di crisi gravissima per il settore e per rilanciare gli investimenti. Investimenti che erano parzialmente ripartiti nella scorsa estate e in particolare ad agosto grazie alla presenza sulle spiagge italiane di molti turisti nostri connazionali, quasi il 30% in più del 2019”.

E il responsabile della categoria, Antonio Bianchini aggiunge: “Moltissimi comuni costieri inoltre, hanno già completato la procedura amministrativa di estensione delle concessioni, secondo quanto stabilito dalla norma nazionale che tiene conto del principio di tutela del legittimo affidamento, da sempre sostenuto dalla Cna e riconosciuto dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea del luglio 2016”.

Per questo il Governo italiano cerchi in tutti i modi di bloccare la procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea che nelle ultime ore ha deciso di inviare all’Italia una lettera di costituzione in mora relativa al rilascio di concessioni balneari.

Il nostro Paese ha ora a disposizione due mesi per cercare di rispondere alle contestazioni di Bruxelles.

 

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