Fabrizio Volpini: “Garantire ai cittadini livelli sempre migliori di assistenza sanitaria”

Fabrizio Volpini: “Garantire ai cittadini livelli sempre migliori di assistenza sanitaria”

Nel Consiglio Grande di sabato non è previsto un intervento del candidato sindaco di Senigallia che sintetizza oggi il suo programma per una gestione sanitaria efficiente: “1) Favorire velocemente e virtuosamente il processo di integrazione fra ospedale e territorio; 2) investire maggiormente sul territorio, sulle cure primarie e sulla medicina generale; 3) essere pronti, con progetti concreti, a recepire le risorse che arriveranno dal Governo e dall’Unione Europea”

di FABRIZIO VOLPINI*

SENIGALLIA – Sabato prossimo, 11 luglio, il Comune di Senigallia ha convocato un Consiglio Grande sul tema “Gestione emergenza sanitaria Covid-19. Prospettive del presidio ospedaliero di Senigallia e medicina del territorio”. Si tratta di una sessione straordinaria del Consiglio comunale che verrà aperta dalla relazione del Sindaco Maurizio Mangialardi e del Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli (che è anche titolare della delega sulla Sanità in regione).

Ovviamente qualcuno ha già approfittato della situazione per rilasciare dichiarazioni alla stampa definendo questo appuntamento una “passerella elettorale” per la mia campagna… così, tanto per il gusto di fare polemiche senza senso e, naturalmente, senza alcun fondamento. Perché non è previsto un mio intervento, e non ci sarò.

Considerato però il mio lavoro di medico nella città, il mio ruolo di Presidente della Commissione Sanità regionale e anche la mia candidatura a Sindaco di Senigallia, dopo aver tranquillizzato i polemisti di professione, mi sembra doveroso tracciare un quadro sulla situazione sanitaria territoriale, cosa è stato fatto e cosa, soprattutto, c’è da fare nella nostra città, mettendo in chiaro quelle necessità per cui mi batto da anni e che oggi l’emergenza Covid-19 dovrebbe aver reso chiaro a tutti.

Cercherò di essere sintetico, ma devo avvertirvi che, al di là dei discorsi da bar, la materia oltre a essere di grande importanza è anche piuttosto complicata.
Molti infatti sono gli attori in gioco: lo Stato, le Regioni, la Asur, i presidi unificati, le strutture, i dirigenti, i medici, tutto il personale sanitario, etc (la lista è lunga). Ciascuno di questi attori ha la proprie esigenze di servizio e di bilancio, ognuno è parte di un sistema complesso e molto normato, nessuno è capace di poter incidere da solo nell’organizzazione e nella soluzione delle criticità.

Tenendo bene in mente tutto questo, la questione di fondo rimane solo una: garantire livelli sempre migliori di assistenza sanitaria ai cittadini, cioè lavorare bene con l’obiettivo di migliorare costantemente quell’idea, giustissima, di tutela della salute per tutti sancita dalla nostra Costituzione.

La mia visione, e non è un segreto per nessuno, vede al centro la Sanità Pubblica. Tornare, a livello centrale, a investire e potenziare il Servizio Sanitario Nazionale non è una necessità ma una priorità assoluta. E mi sembra proprio che questo concetto sia oramai ben chiaro a tutti (anche alla Comunità Europea!), soprattutto dopo l’emergenza Covid-19.

Oggi questi investimenti sono possibili e sarà importantissimo sfruttarli nel migliore dei modi. Questo mi porta a un secondo grande tema, meno generale e più particolare, che è più vicino e pressante: quello dell’organizzazione territoriale dei servizi sanitari.

C’è molto da fare, anche in termini di fluidità dei processi (e quindi snellimento delle procedure) ma è arrivato il momento di prendere piena coscienza di un’idea che sto – stiamo – proponendo da anni: la medicina territoriale è lo strumento strategico per garantire non solo la sostenibilità ma anche la qualità dell’assistenza sanitaria la sua capacità di prevenzione (altro teme cardine in materia di tutela della salute). E su questo voglio essere chiaro: spostare l’asse assistenziale verso il territorio significa anche migliorare e rendere più efficiente il luogo di cura per eccellenza, l’ospedale.

Volendo sintetizzare, tre sono i punti che voglio esporre in forma più ragionata e ritengo siano determinanti per una gestione sanitaria efficiente a favore dei cittadini.

Il primo è quello che comporta un grande sforzo, tanto organizzato quanto culturale: favorire velocemente e virtuosamente il processo di integrazione fra ospedale e territorio. Per farlo è necessario superare il confine fra sanità e welfare, continuando a lavorare con determinazione verso un modello che sappia incrociare virtuosamente le prestazioni sanitarie con quelle assistenziali.

Di conseguenza, il secondo punto è quello di investire maggiormente sul territorio, sulle cure primarie e sulla medicina generale, affiancando le risorse umane e tecnologiche necessarie al buon funzionamento delle attività di prevenzione, assistenza alla cronicità, supporto alla non autosufficienza. Solo così si può imporre questo nuovo modello che aumenta l’efficienza complessiva del sistema e comporta vantaggi per tutti: i cittadini che sono più assistiti e monitorati (anche a domicilio), l’Ospedale che può lavorare meglio (gestito e potenziato con l’arrivo di nuovi medici e con macchinari all’avanguardia). Quindi, investire per crescere in termini di professionalità dedicate e per dotare delle necessarie tecnologie sia l’Ospedale che i Medici di Medicina Generale che devono poter disporre per i loro pazienti di strumenti diagnostici di primo livello (ECG, Holter, Ecografia generalista, Spirometria…) indispensabili per far fronte alla crescente domanda di salute.

Il terzo punto è un appello che rivolgo a tutti e riguarda l’attuale opportunità (che, non dimentichiamolo mai, è “figlia” di uno shock terribile e doloroso) che abbiamo oggi. Dobbiamo essere pronti a recepire le risorse che arriveranno dal governo e dall’Unione Europea con progetti concreti: non abbiamo bisogno di polemiche sterili, di chi coltiva solo il loro orticello, ma di idee competenti per migliorare l’assistenza e la cura per tutti i nostri cittadini, in Ospedale e sul territorio.

Solo così, con un sistema più organizzato, virtuoso e tecnologico, la Sanità potrà aumentare in termini di qualità e essere più vicina alle persone. E questa è l’unica cosa che conta.

*Consigliere regionale – Candidato sindaco – Senigallia

 

 

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