La notte della strage alla Lanterna Azzurra sono entrate in azione tre bande

La notte della strage alla Lanterna Azzurra sono entrate in azione tre bande

E’ emerso durante il processo in corso ad Ancona. I sei giovani imputati continuano a negare di aver spruzzato spray urticante all’interno della discoteca di Corinaldo

ANCONA – Qualche ammissione, da parte di alcuni imputati, c’è stata. Ma soltanto sull’intenzione di compiere alcuni furti. Tutti, invece, hanno negato di aver spruzzato spray urticante all’interno della sala.

E’ ripreso oggi ad Ancona, con gli interrogatori dei giovani imputati, il processo per la strage alla Lanterna Azzurra, la discoteca Madonna del Piano, a Corinaldo, dove, la notte tra il 7 e l’8 dicembre del 2018 persero la vita cinque adolescenti ed una giovane mamma.

Sono sei i giovani componenti della cosiddetta “banda dello spray”, tutti residenti in Emilia, imputati nel processo in corso ad Ancona. I giovani sono accusati di aver usato, all’interno della Lanterna Azzurra, dello spray al peperoncino per creare il caos e rubare così catenine e portafogli nella sala. Caos che ha poi generato la calca nell’uscita secondaria della discoteca dove sono morte sei persone.

Ai sei giovani emiliani vengono contestati i reati di omicidio preterintenzionale, associazione per delinquere, lesioni personali e singoli episodi di rapine e furti con strappo.

Secondo quanto emerso quella tragica sera, all’interno della Lanterna Azzurra, sarebbero entrate in azione tre bande distinte. Il processo è stato aggiornato a giovedì 25 giugno quando inizierà la discussione.

 

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