La fibra ottica a Marotta e a Ponte Sasso: troppi ritardi, chiesti chiarimenti ai Comuni di Mondolfo e Fano

La fibra ottica a Marotta e a Ponte Sasso: troppi ritardi, chiesti chiarimenti ai Comuni di Mondolfo e Fano

MAROTTA – I rappresentanti del sempre più agguerrito Comitato che, a Mondolfo, a Marotta e a Ponte Sasso, continuano a battersi affinché la tecnologia della fibra ottica non lasci orfano un territorio importante della nostra regione, si rivolgono nuovamente all’Amministrazione comunale, per chiedere chiarimenti sul completamento dei lavori.

“Questa sera, dietro richiesta di molti dei concittadini di Marotta e Ponte Sasso – grazie a Federico Battisti in primis – che si sono sentiti ulteriormente esclusi dalla copertura in fibra, abbiamo rimesso mano – scrivono Giacomo Brarda e Matteo Morbidelli – alla petizione che, a fine 2019, avevamo inviato per cercare di ottenere la fibra sul territorio di Mondolfo-Marotta-Ponte Sasso”.

Facciamo il punto: tutto il territorio della cittadina di Mondolfo grazie a Tim è stato coperto, mentre Ponte Sasso è stato completamente tralasciato. A Marotta sono state coperte solo 6 delle 29 cabine, praticamente solo il 20%.

“Il Covid – aggiunge Giacomo Brarda – ci ha portato via tanto, non voglio qui nemmeno dire quanto, non è il caso. Una cosa spero che abbia fatto comprendere a tutti: senza una decente connessione non è possibile fare neppure didattica a distanza, come non è possibile svolgere il tele-lavoro: Questo spero almeno sia stato compreso a tutti i livelli.

“Viste le ultime dichiarazioni in merito ad OpenFiber sembra che, difficilmente, vedremo almeno in tempi brevi (non parliamo di mesi…) il lavoro di questa ditta portato a termine (i famosi scavi che, al momento, vedete lungo la statale e che dovranno essere effettuati in tutte le vie…..). L’unica speranza è che Telecom concluda la copertura sia a Marotta, sia a Ponte Sasso, lavori che potrebbero essere terminati in poche settimane, qualche mese al massimo.

“È proprio per questo – afferma sempre Giacomo Brarda – che chiediamo sia alla nostra Amministrazione, sia all’Amministrazione del Comune di Fano (per Ponte Sasso), oltre ovviamente agli organismi regionali, di perpetuare la nostra richiesta presso Telecom”.

Per questo è stato deciso, in forza delle circa 700 firme di cittadini e aziende della petizione di fine 2019, presentata al sindaco di Mondolfo dottor Nicola Barbieri di richiedere ulteriori chiarimenti. Lettera che sarà inoltrata anche al presidente della Regione Marche dottor Luca Ceriscioli; alla Tim – Ufficio regionale per le Marche (all’attenzione dell’ingegner Massimo Bontempi); all’assessore regionale Fabrizio Cesetti; al Co.re.com Marche (all’attenzione del dottor Cesare Carnaroli).

Questo il testo della petizione: “I presenti firmatari Matteo Morbidelli e Giacomo Brarda, entrambi residenti nel Comune di Mondolfo, in rappresentanza dei cittadini cofirmatari della precedente petizione popolare inviatavi a fine 2019, chiedono delucidazioni a nome di tutta la cittadinanza sui tempi e sulle modalità di copertura delle zone al momento rimaste orfane della tecnologia in fibra.

“Risulta ormai sempre più evidente da tutti gli organi di informazioni come sia senza speranza il progetto OpenFiber che inizialmente era stato proclamato quale soluzione (su territorio nazionale) alla copertura in fibra del nostro comune e dei territori limitrofi, appoggiati sulle medesime centrali. E’ stata infatti attivata in tecnologia FTTC solo la zona ricadente nei lavori che Telecom Italia nel 2017 aveva implementato sul territorio (in particolare 6 cabinet su 29 nel territorio di Marotta e tutti quelli ricadenti nel territorio di Mondolfo).

“Siamo quindi a chiedere che le nostre istituzioni vista la disparità che si è venuta a creare addirittura  all’interno dello stesso comune, viste le sempre maggiori necessità di banda sia dal punto di vista lavorativo che didattico, si impegnino nel confrontarsi con Telecom Italia, per promulgare il completamento dei lavori e la copertura delle zone ‘orfane’.

“Certi che vogliate comprendere la frustrazione che traspare nella nostra lotta, vorremmo che qualcuno di voi, anzi ognuno di voi, si interessasse alla nostra situazione e facesse propria la nostra lotta”.

 

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