La strage alla Lanterna Azzurra: anche la Regione tra le 80 parti civili ammesse al processo

La strage alla Lanterna Azzurra: anche la Regione tra le 80 parti civili ammesse al processo

Sono state escluse la società di gestione, i proprietari della discoteca ed il Comune di Corinaldo. La prossima udienza si terrà l’11 giugno

ANCONA – Anche la Regione Marche è stata ammessa, come parte civile, al processo alla cosiddetta “banda dello spray” accusata della strage, avvenuta la notte tra il 7 e l’8 dicembre del 2018, nella discoteca Lanterna Azzurra, a Madonna del Piano di Corinaldo, in cui persero la vita sei persone – cinque adolescenti ed una giovane mamma – schiacciate nella calca che si è creata in un’uscita secondaria del locale.

Complessivamente sono un’ottantina le parti civili ammesse al processo. Escluse, invece, la Magic srl – la società di gestione del locale -, i proprietari della discoteca ed il Comune di Corinaldo. A tal proposito il sindaco di Corinaldo ha dichiarato che l’Amministrazione comunale aveva chiesto al giudice di essere presente al processo come parte civile, in quanto voleva “rappresentare il dolore di una comunità colpita e per sempre ferita da questa immane tragedia”.

La decisione è stata presa dal gup Paola Moscaroli, nel corso dell’udienza che si è svolta da remoto. Gli avvocati di parte civile erano infatti collegati dai loro studi, mentre i sei imputati dal carcere.

Presenti in aula – al Tribunale ad Ancona -, il giudice, il cancelliere, i pubblici ministeri Paolo Gubinelli e Valentina Bavai e gli avvocati difensori. Dopo la decisione del Gup l’udienza è stata aggiornata all’11 giugno quando verranno ascoltati i sei ragazzi emiliani accusati della strage.

Va ricordato che, sulla tragedia alla Lanterna Azzurra di Corinaldo, c’è anche un’altra indagine aperta che vede coinvolti i componenti della Commissione di vigilanza, i proprietari ed i gestori della discoteca.

 

 

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