E’ normale che una pista ciclabile finisca su un parcheggio per moto?

E’ normale che una pista ciclabile finisca su un parcheggio per moto?

E’ ciò che si verifica (al momento) a Senigallia, sul lungomare Leonardo da Vinci, tra il Ciarnin e Marzocca

SENIGALLIA – Siamo i primi a renderci conto che stiamo attraversando un momento complicato. La pandemia ha sconvolto tutti. Ed anche i lavori pubblici, seppure programmati da tempo, hanno avuto – ed hanno – inevitabili contraccolpi.

Ed ovviamente anche a Senigallia, città del fare, con un sindaco, Maurizio Mangialardi, destinato a diventare il nuovo presidente della Regione Marche, si può incorrere in qualche “svista”.

La foto che pubblichiamo è eloquente. Documenta il tratto conclusivo – al momento – della Ciclovia Adriatica, sul lungomare Leonardo da Vinci, nella zona dei campeggi, tra il Ciarnin e Marzocca. Per cui c’è da chiedersi se è normale e – soprattutto – se è consentito dal codice della strada, che una pista ciclabile termini su un parcheggio per moto e ciclomotori.

Un intervento strategico, per Senigallia, quello della pista ciclabile, “volto non solo a valorizzare il lungomare e le attività economiche che vi operano – aveva detto venti giorni fa il sindaco Maurizio Mangialardi -, ma anche a sviluppare e a far crescere la cultura della mobilità sostenibile. Il progetto, infatti, oltre a guardare alla prospettiva turistica in senso stretto, permetterà di collegare in modo sicuro Marzocca e il centro cittadino”.

“Nonostante il difficile momento e le criticità del settore turistico – aveva invece affermato l’assessore ai Lavori pubblici Enzo Monachesi – i lavori realizzati vogliono rappresentare un invito a guardare con fiducia al futuro e iniziare a pianificare già da ora le opportunità di rilancio contenute in questo progetto. Sicuramente gli oltre 2 chilometri di nuova pista ciclabile e di nuovi asfalti fonoassorbenti contribuiranno a rendere più attrattivo il nostro lungomare, Inoltre, grande attenzione è stata posta alla sicurezza con l’istituzione del limite dei 30 chilometri orari su tutto il lungomare, il rifacimento della segnaletica verticale e orizzontale, l’installazione di due dossi artificiali, che fungeranno anche da attraversamento rialzato per i pedoni, e la rimozione di numerose barriere architettoniche”.

Nell’occasione Mangialardi e Monachesi avevano anche aggiunto che “molti potranno apprezzare i vantaggi di questo importante progetto, in modo da compensare gli eventuali disagi”.

Ci auguriamo che tra i “disagi” non sia contemplato anche l’impatto finale tra la pista ciclabile ed il parcheggio per le moto. Anche perché il “disagio”, in questo caso, rischierebbe di diventare… un pericolo. Ma sicuramente Mangialardi e Monachesi, amministratori attenti, troveranno una soluzione anche a questo.

 

 

 

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