Paolo Landi: “Utilizzare gli alberghi di Senigallia per le persone a rischio che non possono restare in isolamento a casa”

Paolo Landi: “Utilizzare gli alberghi di Senigallia per le persone a rischio che non possono restare in isolamento a casa”

SENIGALLIA – Questa sera l’ingegner Poalo Landi, sempre attento alle problematiche della sua città, Senigallia, ha inviato una interessante proposta alla trasmissione “L’aria che tira” de LA7. Proposta che ci sembra interessante proporre: “I dati della regione Marche rilevano un trend positivo, come del resto in Italia, di quello che ritengo l’indicatore fondamentale, ossia i nuovi contagiati giornalieri che hanno raggiunto il massimo valore 12 giorni fa e che ora sono in decrescita lenta ma continua, con valori attualmente ridotti rispetto all’apice di circa il 25%.
“Ma voglio richiamare l’attenzione sugli isolati domiciliari, 7.000 in regione, in continuo aumento, dato scarsamente considerato che andrebbe invece aggredito con l’incremento dei tamponi e dei nuovi test, se possibile, per smaltire quanto prima questa massa consistente, ma sopra tutto trasferendo dal proprio domicilio le persone a rischio in apposite strutture alberghiere disponibili anche in considerazione di una prospettiva di un loro inutilizzo nell’immediato. Ciò andrebbe a liberare i familiari conviventi da equilibrismi di coabitazione e allo stesso tempo, con la concentrazione, si consentirebbe un controllo sanitario meno dispersivo, meglio gestibile e organizzato.
“Per la cronaca il sindaco di Jesi ha investito la Regione Marche perché vengano individuate strutture che accolgano i sanitari del loro ospedale cittadino che per ragioni di quarantena devono rimanere isolati dalla famiglia, è un passo avanti, ma l’iniziativa andrebbe generalizzata ed estesa non solo ai sanitari, ma a tutti i 7000 isolati della regione distribuiti sul territorio in più quarantene concentrate.
“Analogamente – aggiunge l’ingegner Paolo Landi – si dovrebbe procedere con i dimessi da concentrare in quarantene post ospedaliere su altre strutture alberghiere in attesa della guarigione definitiva prima del ricongiungimento con i familiari”.

 

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