“La guerra contro il Covid-19 si vince sul territorio”

“La guerra contro il Covid-19 si vince sul territorio”

Per Italia Viva Pesaro-Urbino “occorre istituire un nucleo di sorveglianza attiva”

PESARO – “E’ fondamentale individuare precocemente i pazienti Covid+ sulla base dei primi sintomi e sottoporli ad un monitoraggio giornaliero dei parametri vitali”. E’ quanto evidenzia Italia Viva Pesaro-Urbino, che chiede l’istituzione di un ‘nucleo di sorveglianza attiva’ ad hoc, che possa sopperire all’impossibilità di effettuare tamponi a tutti e garantire al contempo un controllo stretto delle condizioni di ogni potenziale soggetto positivo.

“Siamo consapevoli – riprende la nota dei renziani – che i medici di medicina generale non sono nelle condizione di garantire il monitoraggio attivo di tutti i soggetti che lamentano sintomi riconducibili all’infezione da Covid-19. Per questo, riteniamo indispensabile un investimento sulla medicina territoriale, con l’istituzione di un ‘nucleo di sorveglianza attiva’ che si occupi del monitoraggio delle condizioni di salute di tutte le persone che presentano sintomi e quindi da considerare affette da Coronavirus. Se un paziente lamenta sintomi riconducibili a questa infezione deve contattare il curante che, a seguito di un triage telefonico, invia il contatto al suddetto ‘nucleo di sorveglianza’, che contatterà tutti i giorni i pazienti segnalati. Per ogni ammalato preso in carico va compilata giornalmente una scheda che riporti, oltre ai dati identificativi, i parametri vitali; nello specifico: temperatura corporea, frequenza cardiaca e pulsiossimetria (ossigenazione del sangue), che verranno poi visionati dal medico di medicina generale”.

“Per fare questo – aggiunge Iv Pesaro-Urbino – vanno ovviamente forniti gli strumenti (pulsiossimetro e termometro) e qualora ciò non fosse possibile, vanno rilevati i parametri al domicilio del paziente. Nel momento in cui tali parametri dovessero indicare un distress respiratorio, il paziente dev’essere inviato a diagnostica per immagini (RX/TC) e di laboratorio, in modo da confermare precocemente la diagnosi ed iniziare la terapia più idonea, anche a domicilio, cercando di evitare l’ospedalizzazione, quanto meno in terapia intensiva”.

“Per gestire questo servizio vanno coinvolti il volontariato attivo, gli studenti di medicina e chirurgia e di infermieristica, i medici in pensione e il terzo settore. Chi ne prende parte non deve, ovviamente, visitare i pazienti, ma contattarli telefonicamente. Questo sistema, a nostro avviso, è di fondamentale importanza per tenere sotto controllo ciò che accade sul territorio, anche per effettuare, come suggerito dal professor Burioni, i tamponi sui pazienti che hanno superato la malattia a domicilio per accertarne la negatività prima di farli rientrare in società. La guerra al Covid-19 si vince sul territorio”.

 

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