Piergiorgio Fabbri (M5S Marche): “Voterò contro il piano socio-sanitario”

Piergiorgio Fabbri (M5S Marche): “Voterò contro il piano socio-sanitario”

di PIERGIORGIO FABBRI*

ANCONA – Domani in consiglio regionale verrà discusso il piano socio-sanitario. Io voterò contro, nonostante mi siano stati approvati 5 emendamenti molto importanti. Il primo emendamento è relativo alla necessaria coincidenza territoriale tra Distretti Sanitari ed Ambiti Territoriali Sanitari, per superare le inefficienze riscontrate; il secondo riguarda il potenziamento dei servizi necessari ai cittadini affetti da malattie croniche, implementando anche nella nostra regione un sistema di Chronic Care Model; il terzo si riferisce all’applicazione della legge sul recupero ed utilizzo dei farmaci non assunti dai pazienti che possono essere prescritti di nuovo, generando milioni di risparmi per la casse regionali; il quarto è teso a contrastare il dilagare del privato in sanità, ed afferma che la regione “limita il più possibile il ricorso a strutture private, a cui vengono convenzionati servizi integrativi specifici, per tempi limitati e sotto stretto controllo regionale”; il quinto sostiene stili di vita salutari (compresa l’attività fisica) nelle attività di prevenzione del tumore e riduzione delle recidive.

La situazione è paradossale, la giunta Ceriscioli non è riuscita ad attuare il piano sanitario precedente, ha agito per tutta la legislatura confusamente, senza una politica sanitaria definita, procedendo alle chiusure di 13 ospedali, ora in parte riaperti con una gestione da parte di soggetti privati, senza migliorare la situazione sulle liste d’attesa, senza riuscire a contrastare l’aumento della mobilità passiva e viceversa incrementando troppo la mobilità attiva a carico dei privati, tanto da non vedersi riconosciuti 5 milioni di fatturato, ed ora a fine legislatura, presenta un piano che risulta elettorale (approvato dall’assemblea del Pd), e che soprattutto vincola l’operato della prossima giunta condizionando la prossima legislatura, alla luce di una nuova normativa nazionale che consente maggiore flessibilità in materia di personale ed edilizia sanitaria, cambiando lo scenario di riferimento.

A questo punto, sarebbe corretto che il piano facesse parte del programma elettorale della maggioranza: i cittadini alle prossime elezioni se concordi con il piano sanitario proposto potranno scegliere di votare le liste PD e associate. Non sarebbe perciò un errore chiede di non discutere il piano ora, ma di rinviarlo alla prossima legislatura. Approvando il Piano la maggioranza si prenderà ufficialmente la responsabilità, di imporre a fine legislatura l’approvazione di un piano sanitario lacunoso, a tratti contraddittorio, dannoso per i territori dell’entroterra, che influenza l’azione della prossima legislatura dopo non aver concluso nulla di buono per 5 anni.

Il Movimento 5 Stelle attraverso decine di mozioni ed interrogazioni ha proposto per anni un modello alternativo, policentrico, equilibrato territorialmente, che valorizza tutte le strutture esistenti e non si avventura nella costruzione di ospedali unici provinciali finanziati per trenta anni con project financig; abbiamo proposto un modello innovativo e di avanguardia, che preveda una stretta connessione tra ospedale e sanità distrettuale/domiciliare, grazie alla formazione di specifico personale e l’utilizzo di attrezzature mobili.

Al termine di questa legislatura resta quindi un chiaro NO a questo Piano e a tutto l’operato di Ceriscioli.

*Consigliere regionale M5S Marche

 

 

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