“Le Marche creano problemi”. Si fa sempre più duro lo scontro tra Conte e Ceriscioli

“Le Marche creano problemi”. Si fa sempre più duro lo scontro tra Conte e Ceriscioli

ANCONA – Ha tutti i crismi della sfida al Governo Conte quella del presidente della Giunta regionale delle Marche Luca Ceriscioli, che ha deciso la chiusura delle scuole e la sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche fino al 4 marzo.

Ed il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha scelto la linea dura per impedire altre fughe in avanti, annunciando che impugnerà il provvedimento. Ma Luca Ceriscioli, presidente di una Regione che in primavera andrà al voto, in aperta polemica con il suo partito – il Pd -, ancora incerto sulla sua ricandidatura, non indietreggia.

Questa mattina a Circo Massimo, su Radio Capital, ha detto: “Noi andiamo avanti. Se la mia sia una sfida al Governo, non dipende certo da me”.

E la risposta di Conte è stata immediata. Dai microfoni de La7 ha affermato, subito dopo: “Ieri abbiamo avuto una riunione con tutti i ministri e i presidenti delle Regioni. Ci ha sorpreso che dopo che tutti avevano concordato sul protocollo suggerito, nel pomeriggio le Marche hanno realizzato uno scarto, una deviazione. Questo non va bene perché se ognuno assume iniziative per conto suo si crea una confusione generale del Paese difficile da gestire. Disporre la chiusura delle scuole poi crea problemi per i genitori. Ha solo effetti negativi e non positivi”.

Ma Ceriscioli non ci sta e spiega la sua scelta: “Conte ci aveva assicurato un coordinamento nazionale che desse regole uniformi a tutti gli Enti locali. Ma queste linee omogenee alla fine non si sono viste. Così abbiamo deciso di accelerare. Abbiamo avuto casi al confine, a Cattolica, e quindi diventava ingiustificato non applicare quelle misure di prevenzione indicate dai tecnici della nostra regione. Il Governo ha perso un’occasione per individuare una strategia uguale per tutti da seguire”.

“Ho l’impressione che Conte – ha poi aggiunto il governatore delle Marche, Luca Ceriscioli – faccia fatica a dare a tutto il territorio nazionale indirizzi omogenei. Tutte le regioni hanno pari dignità e noi amministratori abbiamo pari responsabilità. Lo stesso decreto del Governo dà più potere alle Regioni. Ora Conte se lo vuole riprendere: facesse pace con se stesso, noi non possiamo star dietro a questa schizofrenia”.

 

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