La mala-politica non serve a far crescere Senigallia: i candidati vanno contestati solo sui programmi

La mala-politica non serve a far crescere Senigallia: i candidati vanno contestati solo sui programmi

di ELPIDIO STORTINI

SENIGALLIA – Fra tre mesi – o poco più – Senigallia sarà chiamata ad eleggere il nuovo sindaco ed a rinnovare il Consiglio comunale. La campagna elettorale è già iniziata e, purtroppo, il dibattito lascia già – parecchio – a desiderare.

Anche a Senigallia, città con un grande passato democratico, sembra ormai prevalere la mala-politica, quella fatta di insulti ed insinuazioni. Pochissime le proposte che vengono fatte per una città migliore; molte, invece, le insinuazioni e le polemiche. Un po’ quello che accade a livello nazionale, dove ormai si va sempre più spesso alla ricerca di un nemico (non un avversario politico) da mettere sotto accusa. Quando, invece, servirebbero programmi innovativi ed idee adeguate, per rilanciare un Paese che perde continuamente pezzi.

E l’immagine che proponiamo, apparsa nella notte a Senigallia, con una scritta eloquente (Campanile figlio della Lega) dimostra che, ormai, anche da noi, si sta degenerando. Campanile può piacere o non piacere, ma merita unicamente (come del resto tutti gli altri candidati) di essere contestato attraverso proposte alternative alle sue. Non certo con insulti o insinuazioni.

Ci piacerebbe che, in questi tre mesi di campagna elettorale, si riscoprisse il dibattito politico vero, si parlasse solo di programmi, di idee, di proposte nuove per rendere Senigallia sempre più bella.

 

 

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