Federico Talè dopo l’approvazione del piano socio-sanitario: “Pergola, Cagli e Sassocorvaro hanno ora una tutela esplicita”

Federico Talè dopo l’approvazione del piano socio-sanitario: “Pergola, Cagli e Sassocorvaro hanno ora una tutela esplicita”

A quattro mesi dal rinnovo del Consiglio regionale l’esponente di Italia Viva ricorda anche che è “prevista una rete di emergenza-urgenza negli ospedali di comunità con punti di intervento dotati di personale proprio”

ANCONA – “Gli ospedali di Pergola Cagli e Sassocorvaro da oggi hanno ufficialmente la loro salvaguardia esplicita nel nuovo Piano socio-sanitario”. E’ quanto viene evidenziato, dopo l’approvazione di oggi in Consiglio regionale, dal consigliere Federico Talè, che precisa: “Per Pergola, unitamente ad Amandola, mi sono battuto perché fosse prevista, in coerenza con i criteri della programmazione nazionale, la funzione di presidio ospedaliero con pronto soccorso o, in subordine, di presidio ospedaliero in zone particolarmente disagiate.

“E al riguardo, sottolineo che l’area particolarmente disagiata, indicata in subordine, rappresenta un salvagente, una salvaguardia in più che esplica la sua efficacia nel caso in cui i criteri della norma nazionale non consentano la prima soluzione, che rimane quella da perseguire con forza. Per Cagli e Sassocorvaro, così come per Cingoli – aggiunge il consigliere di Italia Viva -,  si prevede l’equiparazione alle aree disagiate o particolarmente disagiate stabilendo, inoltre, anche un rafforzamento della rete di emergenza-urgenza nelle strutture sanitarie presenti mediante la presenza h 24 di personale medico dedicato, in aggiunta a quello già in servizio nelle ambulanze medicalizzate.

“Inoltre, è attribuita alla Giunta regionale la possibilità di individuare mediante apposito atto da sottoporre al parere della Quarta Commissione Assembleare, ulteriori zone particolarmente disagiate, con l’indicazione delle relative strutture ospedaliere”. “Questo, perché – puntualizza Talè – è giusto dare a ciascun territorio delle Marche la maggiore tutela possibile. Il diritto alla salute è di tutti e dev’essere garantito a tutti”.

Il consigliere, a quattro mesi dal rinnovo del Consiglio regionale, conclude: “La riforma che ha chiuso i punti di primo intervento e depotenziato i presidi dell’entroterra, provocando  così anche l’intasamento dei pronto soccorso della costa, vengono ‘mitigati’ dalle previsioni del nuovo piano sanitario. Ma, attenzione, siamo solo al punto di partenza; abbiamo gettato le basi. Ora serviranno, in tempi brevi, le misure concrete, dando grande rilievo all’emergenza-urgenza e anche alla territorialità, all’accessibilità e alla domiciliarità delle cure”.

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