Una serata alla Cantina Santa Barbara per il primo appuntamento dell’anno con “Le vie del gusto… per tutti”

Una serata alla Cantina Santa Barbara per il primo appuntamento dell’anno con “Le vie del gusto… per tutti”

Giovedì 23 gennaio la Cantina Santa Barbara apre gli appuntamenti dedicati alla disfagia in collaborazione con la Fondazione Paladini. Chef ed aziende sensibili

BARBARA – Il primo protagonista ad ospitare la Fondazione Paladini negli eventi culinari itineranti dedicati alla disfagia è la Cantina Santa Barbara, che ha organizzato una visita della cantina e la degustazione dei vini associata a prodotti d’eccellenza culinaria.

La Cantina Santa Barbara è da sempre vicina alla Fondazione Paladini affiancandola in diverse iniziative. Da segnalare il connubio del vino “Tardivo ma non tardo” con la fondazione destinandole parte del ricavato della vendita di ciascuna bottiglia e permettendo quindi di sostenere le attività in favore delle persone con malattie neuromuscolari. Con l’adesione al progetto “le vie del gusto… per tutti”, l’Azienda Santa Barbara ha deciso di aprire le proprie porte giovedì 23 gennaio alle ore 19 per visitare la cantina, ascoltare la storia dell’azienda e il processo di lavorazione dei vini fino ad avere la possibilità di assaggiarli abbinandoli a piatti realizzati dallo chef Silvano Pettinari, specializzato anche nella preparazione di ricette adatte a persone con disfagia.

Lo chef Pettinari, infatti, preparerà il menù che si apre con burratina con Alice del Cantabrico, cacio con le pere e polentina con ciauscolo e pecorino fondente, prosegue con la lasagnetta con radicchio, funghi e zucca gialla e si chiude con il dolce preferito dal padrone di casa, Stefano Antonucci, la zuppa inglese!

Questo menù potrà essere degustato anche da coloro che hanno la disfagia; per tali persone, infatti, il piatto sarà realizzato con le caratteristiche adatte a poter essere mangiato con gusto e in sicurezza.

Questo è il primo incontro di quelli previsti nell’ambito del progetto “le vie de gusto… per tutti”, che si propone di offrire occasioni di convivialità a coloro che hanno la disfagia e per tale motivo sono spesso impossibilitati a cenare fuori dalle proprie abitazioni.

Attraverso il progetto si vuole creare una rete di ristoratori “virtuosi” e attenti a queste necessità, motivati ad accrescere le proprie competenze nell’ambito dei bisogni speciali della popolazione, che con l’innalzamento dell’età media tenderà sempre più ad incontrare tali problematiche.

I ristoratori saranno capaci di adottare gli accorgimenti corretti nella preparazione dei cibi, affinchè questi si trasformino da minaccia per la persona a risorsa alimentare da cui attingere nutrimento e gioia.

Nello specifico verranno organizzati eventi conviviali con un menù che prevede anche piatti adatti a persone con disfagia.

Sono partner del progetto, oltre alla Cantina Santa Barbara e lo chef Silvano Pettinari (Banqueting & Catering S. Elena), Catia e Mauro Uliassi (Ristorante Uliassi), Michele Gilebbi (Nana Piccolo Bistrò), Niko Pizzimenti (Sepia by Niko), Martino Liuzzi (Centro Studi Gelato Artigianale), l’Azienda Vinicola Colonnara, Sirman e Coop. Alleanza 3.0.

L’ideazione e realizzazione de “Le vie del gusto…per tutti” ha visto la collaborazione di Simonetta Sagrati e Claudio Salvanelli, amici della Fondazione Paladini, con Sonia Brunetti e Roberto Frullini.

Un progetto così importante ha trovato in Antonio Mastrovincenzo presidente dell’Assemblea Legislativa delle Marche e in Maurizio Mangialardi sindaco di Senigallia, due alleati sensibili a quelle che sono le problematiche di chi soffre un disagio e questo ha portato ad avere il loro patrocinio.

Nasce così una positiva sinergia tra tanti attori del territorio: ristoranti, aziende ed enti per percorrere insieme “Le vie del gusto… per tutti”.

A questo primo appuntamento seguiranno altri interessanti eventi e serate.

Per rimanere sempre aggiornati sul progetto è possibile visitare il sito www.fondazionepaladini.it e i social network della Fondazione e delle singole location.

Approfondimento sulla disfagia

I disturbi della deglutizione, con esito in disfagia, sono una caratteristica comune e frequente nelle persone affette da malattie neuromuscolari – più in generale da malattie neurodegenerative come l’Alzheimer, Parkinson, demenza e molte altre – rappresentando una causa maggiore di deterioramento dello stato di nutrizione e di idratazione, che aggrava la degenerazione della malattia.

Le problematiche fisiche legate alla deglutizione non vanno valutate solamente dal punto di vista fisiologico, ma l’attenzione va posta anche alla sfera emotiva e sociale dell’alimentazione.

Le persone, infatti, colpite da disfagia percepiscono una condizione di esclusione dalla quotidianità e dalle abitudini familiari, vivendo la propria situazione come stigmatizzante rispetto alle persone “sane” e creando solitamente le condizioni affinché il pasto venga vissuto come momento privato e privo di soddisfazione, in antitesi all’ormai condivisa associazione del cibo alla convivialità e quindi alla socializzazione, tanto da essere entrato come protagonista anche negli studi sociologici.

Un dato importante con il quale le pratiche alimentari moderne possono essere messe in relazione è l’emergere di una sfera pubblica come elemento caratterizzante delle società moderne, in contrapposizione ad una sfera privata sempre più marcata. Il ristorante si inserisce all’interno di questa “modernizzazione” dove con la progressiva privatizzazione della società in un senso, nell’altro si sviluppa una domanda di occasioni di incontro, di contatto e di scambio sociale; il ristorante sembra offrire una facile occasione per praticare questi contatti.

Il cibo quindi funge da “mediatore delle relazioni” e contribuisce a generare un’emozione di gioia, che deriva dalla gradevolezza del palato, ma anche dalla piacevolezza del momento in cui si consuma, caratterizzato dalla socializzazione e dalla relazione fuori dalle mura domestiche.

La socializzazione prevede sempre una relazione biunivoca – uno scambio di esperienze – e per questo la possibilità di mangiare al ristorante da parte della persona con disfagia permette a lei stessa di godere del piacere generato dal mangiare fuori casa, ma consente anche al resto dei commensali ed alle persone che vi ruotano intorno di “apprendere” da questa condizione “diversa” di vita, di allontanare lo stigma e la paura legata all’essere “altro”, oltre che di scoprire quanto possano positivamente sorprendere nuove situazioni e condizioni di vita.

 

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