Rifondazione Comunista: “… e se a Chiaravalle il Chiostro diventasse tutto pubblico?”

Rifondazione Comunista: “… e se a Chiaravalle il Chiostro diventasse tutto pubblico?”

CHIARAVALLE – Da Rifondazione Comunista – Sinistra Europea di Chiaravalle riceviamo: “E’ tornata in questi giorni agli onori della cronaca cittadina la vicenda del Chiostro cistercense, in particolare per le richieste di risarcimento ad alcuni ex consiglieri comunali che votarono l’atto, per il danno erariale che la permuta tra parte dell’immobile e il cosiddetto “orto del Prete “avrebbe arrecato al Comune, data la notevole diversità di valore tra il ceduto (un’ala del Chiostro) e il ricevuto (l’appezzamento di terreno di proprietà della Parrocchia). È noto, inoltre, che sulla questione è in atto anche un’azione penale, perché tale permuta, è ritenuta illegittima in base alla legge che consentiva al Comune di Chiaravalle di acquisire l’immobile da parte della Manifattura.

“Fummo da sempre severi critici di quella scelta, visto che di questa permuta e dell’uso dei locali alla parrocchia, sin da dopo l’acquisizione dalla Manifattura, le varie giunte cittadine ne fecero oggetto non solo di dibattito ma di scelte che consegnarono, da subito, alle attività parrocchiali molti locali.

“Ora questa situazione ci consente di avanzare all’attuale Amministrazione una richiesta, visto che proprio su iniziativa del Sindaco, quindi per volontà della giunta, si è attivata l’iniziativa della Corte dei Conti e della Procura. Riteniamo che un atto illegittimo sia rescindibile, quindi, prima che scadano i tempi per farlo sarebbe utile provvedere.

“È vero che nel frattempo, proprio in ottemperanza alla convenzione di permuta, la Parrocchia ha ristrutturato la parte di sua competenza e l’ha destinata ad azioni di sostegno sociale e di volontariato (che potrebbero continuare con una diversa convenzione), ma è pur vero che la gestione complessiva dell’immobile (per il quale aspettiamo di conoscere le proposte di ristrutturazione che il finanziamento regionale di 5 milioni di euro consentirebbe, ma di cui ancora non c’è ha traccia) potrebbe permettere una visione d’insieme più organizzata e magari trovare spazi egualmente confortevoli di quelli finora assegnati agli anziani, da destinare ai giovani e le loro attività, dopo che in questi anni gli spazi per loro sono stati prima periferizzati (al campo Boario) e poi definitivamente chiusi, con il risultato di veder spesso tanti ragazzi doversi accontentare del “muretto”.

 

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