L'INTERVENTOPOLITICASENIGALLIA

Una riflessione sugli aspetti della politica

Una riflessione sugli aspetti della politica

Chiara Morico, 21 anni, studentessa: “La politica è collaborazione, governo, tutela, competenza… è partecipare attivamente a ciò che succede attorno a noi, prendendosi cura della comunità”

di CHIARA MORICO*

Egregio direttore,

sono una ragazza di 21 anni, attualmente studentessa della facoltà di “Scienze politiche, economiche e del governo”  (presso l’Università di Urbino). Le scrivo per condividere una mia riflessione con Lei e con i lettori del suo giornale, perché ho a cuore un tema che riaffiora sempre nei dibattiti politici e anche nelle dinamiche sociali che si stanno venendo a determinare soprattutto in Italia, ovvero lo svilente e restrittivo significato che viene attribuito alla parola “politica” soprattutto dagli adolescenti.

In questa epoca storica, si tende ad assegnare al termine “politica” soltanto aggettivi o vocaboli negativi.

Qualcuno identifica il suo significato con la parola “corruzione”, qualcun altro la paragona ad un’illusione, altri ancora associano a tale vocabolo l’espressione “incompetenza” o ancora “ collusione mafiosa”. Questa è la vetrina sbagliata che ci viene proposta dai mass media, ma la politica non è (solo) questo!

Certo, queste espressioni ne fanno parte, ma non sono l’unico aspetto; la politica è un qualcosa di più complesso e anche di più bello. Ci vogliono far credere che la politica rappresenti solo qualcosa di negativo e corrotto, ma questo è solo il riflesso del cattivo operato di qualcuno che dovrebbe pensare al bene del Paese piuttosto che ai propri interessi personali.

La politica è collaborazione, governo, tutela, competenza… è partecipare attivamente a ciò che succede attorno a noi, prendendosi cura della comunità.

La politica non è fatta di partiti, i quali ne formano la struttura, ma è semplicemente composta da persone e, come in tutte le cose, c’è una parte positiva alla quale corrisponde l’insieme di persone buone, e una parte negativa alla quale va associato l’insieme delle persone meno buone.

Fare politica equivale a non voltare le spalle quando vediamo qualcosa che non funziona come dovrebbe. Significa non rimanere indifferenti quando vediamo coloro che detengono il potere politico commettere errori.

Fa politica anche chi, mentre passeggia per la strada, investe cinque preziosi secondi del suo tempo per raccogliere una bottiglietta di plastica o un fazzoletto a terra. Nonostante la banalità di tale gesto, in quel momento quel cittadino si è preso cura della sua comunità, non è rimasto indifferente, ma ha agito.

Fare politica è direttamente proporzionale alla parola “impegnarsi”, e per farlo non occorre essere parlamentari, sindaci, o amministratori, basta semplicemente essere cittadini attivi. È lottare per cambiare o migliorare la comunità.

Fare politica significa non permettere che le decisioni importanti dipendano da qualcun altro. È agire per non permettere agli altri di determinare il proprio futuro. Come ad ogni azione corrisponde una reazione, ad ogni non azione corrisponde una conseguenza, così tutto ciò a cui non poniamo interesse oggi sarà interesse di qualcun altro, e dipenderà dalle sue scelte.

“Fare politica è scegliere il FARE, piuttosto che l’APPARIRE” – N. Brunetti.

Spero che con queste mie considerazioni sia riuscita a suscitare qualche spunto di riflessione e di aver riacceso una luce di speranza in quelle persone che, per colpa di scelte sbagliate attuate da politici sbagliati, hanno perso la fiducia nella politica stessa e non credono più che il cambiamento possa avvenire a partire dai piccoli gesti.

*Studentessa

 

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