“La sabbia portata nel centro comunale di Marzocca è considerata come un rifiuto da pulizia stradale”

“La sabbia portata nel centro comunale di Marzocca è considerata come un rifiuto da pulizia stradale”

SENIGALLIA – Da “Quelli dell’Onda” riceviamo: “Succede a volte, ragionando di rifiuti, di diffondersi in molte direzioni e perdere di vista l’aspetto più centrale e rilevante. L’argomento è complesso e non è sempre facile cogliere il capo del filo.
È quello che ci pare stia succedendo nel dibattito  (più acceso che illuminato) sull’impianto per la gestione di rifiuti urbani e speciali non pericolosi che la società proponente, la Ecodemolizioni s.r.l. aveva intenzione di realizzare – e l’Amministrazione comunale di collocare – in località Cesano.
Si è parlato in abbondanza di  rifiuti e dei pericoli che comporterebbe un simile impianto quando fosse realizzato, e va bene. Si continua anche adesso a parlare di pericoli di inquinamento ambientale, di patologie connesse; di inquinamento mafioso, e ci sta.
Ma l’impressione è che non tutti abbiano colto a pieno il significato di quanto è già accaduto: i cittadini raccolti nel comitato “Facciamo ECO”, e quanti altri hanno dato man forte, sono riusciti (finora) non solo a impedire che questo impianto fosse realizzato nel modo e nel luogo che società proponente e autorità comunale avrebbero voluto, ma anche a smontare quella specie di trick-box che era il contenuto generale del progetto.
Cosa ci sia dentro è presto detto.
Il Comune di Senigallia stipula un contratto con Eco Demolizioni s.r.l. per la gestione della pulizia della spiaggia per il periodo che va dall’inizio del 2015 alla fine del 2019. Seguono due anni caratterizzati dallo spiaggiamento di enormi quantità di materiali organici. Il loro smaltimento è pesantissimo e costa ai cittadini una rata della TARI, che tuttora paghiamo. Ma già a fine giugno 2016 il gestore muoveva istanza presso la Provincia per ottenere “l’inserimento di nuove tipologie di rifiuto e incremento della capacità e potenzialità di impianto per la gestione di rifiuti provenienti dalla pulizia dell’arenile in località Marzocca”.  Il documento precisa che “Il rifiuto proveniente dalle operazioni di pulizia della spiaggia, una volta raccolto e raggruppato, verra? bandellato ed identificato con codice CER 20 03 03”, che classifica “rifiuti dalla pulizia stradale”. (Provincia di Ancona, Determinazione del Dirigente Settore IV – Area Valutazioni e autorizzazioni Ambientali, 07.04.2017 n. 439).
Più avanti dallo stesso Dirigente sapremo in cosa consistano questi “rifiuti dalla pulizia stradale”: “I rifiuti della pulizia dell’arenile sono costituiti per oltre l’90% in peso da sabbia e per il restante 10% da altre frazioni, […], come osservato nella gestione dell’impianto sito il localita? Marzocca nello stesso Comune.”
E ora spiegateci come il 90% di qualcosa possa essere chiamato “residuo”. In realtà la sabbia trattata sull’arenile avrebbe il codice CER 19 08 01 “residui da vagliatura”. Dunque la sabbia che viene portata a Marzocca è considerata alla stregua di “rifiuto da pulizia stradale”. (mizar.provincia.ancona.it › determinazione del Dirigente del 28/06/2019 n. 692  Provincia di Ancona, Determinazione del Dirigente Settore IV – Area Valutazioni e autorizzazioni Ambientali, 28.06.2019 n. 692)
Tornando alle maree nere, l’autorità comunale non le riconosce come eventi straordinari e non prova a spiegarsene le cause (lavori malfatti nell’alveo del Misa secondo l’opinione più diffusa), ma ne parla in Consiglio Comunale come di un fattore ormai incombente e destinato a ripetersi negli anni. Questa indeterminazione rinforza la prospettiva aperta a Marzocca in direzione di una pulizia della spiaggia da compiersi fuori dall’arenile demaniale con trasporto della sabbia classificata come rifiuto anziché solo come contenitore di rifiuto, e lascia intendere chiaramente quanto l’Amministrazione Comunale prema per questa soluzione che in privato chiama “il secondo polo per il trattamento dei rifiuti”.
Sempre su proposta di Ecodemolizioni, dunque, viene presentata l’istanza per realizzare l’impianto di Cesano; l’autorità comunale fa la parte sua proponendo la variante al Piano Regolatore che renda possibile l’operazione. Il nuovo impianto, che nei propositi di entrambi dovrebbe sostituire quello di Marzocca, è però molto diverso per finalità e dimensioni. Lo dice lo stesso Dirigente (DD 692 cit.) con molta chiarezza: “Per quanto riguarda l’aspetto generale del progetto, si evidenzia che lo stesso prevede come attivita? predominante la produzione di aggregati riciclati mentre il trattamento dei rifiuti della pulizia dell’arenile e? residuale (circa il 10 % della potenzialita? totale dell’impianto). Pertanto l’opera non ha il carattere dell’impianto esistente sito il localita? Marzocca e gestito dalla stessa societa? per conto del Comune di Senigallia dove vengono gestiti i rifiuti provenienti dalla pulizia dell’arenile, ma prevede una ben piu? ampia attivita? di trattamento.”
Se cerchiamo i motivi di questo balzo in avanti, nessuno meglio dell’amministratore della Eco Demolizioni può spiegarli. Lo ha fatto nella seduta di commissione di martedì 5 novembre : “La dimensione dell’area di Marzocca era troppo piccola e, considerata la quantità di materiale che raccogliamo, non ci permetteva di svolgere il lavoro in maniera – diciamo così – economicamente valida”. Ecco perché…
Non è tutto qui: a Marzocca Eco Demolizioni si serviva di uno spazio comunale; al Cesano avrebbe messo i piedi su terreno suo – non ancora urbanizzato – per un lavoro del quale la committenza del Comune di Senigallia non avrebbe superato il 10% dell’attività complessiva che la società riminese avrebbe svolto. Tutto qui l’interesse pubblico?
È sempre il Dirigente della Provincia a rilevarlo, il 28 giugno scorso: “L’aspetto generale del progetto prevede come attivita? predominante la produzione di aggregati riciclati mentre il trattamento dei rifiuti della pulizia dell’arenile e? residuale (circa il 10 % della potenzialita? totale dell’impianto)” (DD 692 cit.).
Se cerchiamo una spiegazione del consenso comunale a una iniziativa così sbilanciata sul versante degli interessi privati, forse non sbagliamo nell’indicarne una: che  l’intenzione primaria del Comune, a ben guardare, non fosse tanto di avere a disposizione un impianto di trattamento dei rifiuti – altrimenti questo avrebbe proposto o fatto – quanto piuttosto quello di liberarsi definitivamente dell’impegno della pulizia della spiaggia – consegnandola a un gestore esterno. In fin dei conti non ha fatto questo per la gran parte dei servizi comunali?
Può esserne una prova il fatto che il progetto dell’impianto al Cesano viene presentato a pochi giorni dalla fine dell’appalto della pulizia della spiaggia. E può confermarlo il fatto che non si sente ancora parlare di nuova gara d’appalto e nuovo capitolato per individuare il nuovo gestore, nei nuovi modi in cui si vuol che venga pulita la spiaggia.
Non impropriamente abbiamo sopra definito trick-box il progetto al Cesano, dove il trigger della scatola magica era proprio la pulizia della spiaggia, una pulizia, aggiungiamo, da eseguire fuori dall’arenile demaniale, trattando la sabbia di velluto come fosse un rifiuto. Ha un bel dire il signor Eco Demolizioni che il terreno di Marzocca non gli basta per quello che sta facendo e vorrebbe fare al Cesano: il Comune avrebbe aperto la strada a una società che tratta rifiuti “non pericolosi” dei quali il 90% non riguardano direttamente il nostro Comune e solo il 10% sono rifiuti di spiaggia, dei quali rifiuti di spiaggia il 90% è sabbia e solo il 10% è rifiuto!
Ecco perché fin dal primo momento abbiamo provato a separare la pulizia della spiaggia dal resto del progetto che alla nostra città non serve, ma è anzi una servitù per la nostra città. Altrimenti come facciamo a smontare la scatola delle meraviglie? Fanno bene dunque quelli che si preoccupano di riservare un luogo di stoccaggio temporaneo nel caso ci siano emergenze estreme cui la semplice pulizia della spiaggia non può sopperire, e facciamo bene noi a insistere che la pulizia della spiaggia venga comunque fatta sull’arenile evitando alla sabbia di velluto di diventare rifiuto, anche se redistribuito. Tanto più che ogni principio e ogni fine confermano che così si deve fare.
L’Unione Europea sostiene il  “Principio di prevenzione: ridurre al minimo ed evitare per quanto possibile la produzione di rifiuti”; dunque non trasformare la sabbia in rifiuto. Sostiene il “Principio di prossimità: smaltire i rifiuti il più vicino possibile al punto di produzione; l’arenile è il luogo dal quale estrarre i rifiuti. “Ridurre gli spostamenti dei rifiuti”; a maggior ragione non spostare ciò che non lo è. (https://ec.europa.eu/environment/waste/publications/pdf/eufocus_it.pdf)
E la Regione, con linee-guida espressamente mirate alla pulizia degli arenili: “Evitare che i Comuni costieri spendano milioni di euro portando in discarica in modo indifferenziato”. Gli oggetti e i materiali spiaggiati, finché rimangono in spiaggia, secondo le norme vigenti, non sono veri e propri rifiuti. Non devono quindi necessariamente essere smaltiti come tali. Dovranno essere separati e gran parte di essi destinata al riutilizzo, anche per produrre energia. Così quello che dovrà finire in discarica sarà la minima parte e il costo finale sarà fortemente ridimensionato”.
“Il legname e il restante materiale vegetale, come le alghe, possono essere destinati alla produzione di energia rinnovabile, di pannelli truciolari o, dove possibile, mantenuti in spiaggia al fine di contenere i fenomeni erosivi dell’autunno-inverno”.
E soprattutto “ridurre al minimo la quantità di sabbia asportata, affinché il sistema spiaggia sia preservato”. A tal fine “le imprese affidatarie dei servizi di pulizia delle aree demaniali marittime, che non siano abilitate alla gestione dei rifiuti, in base alle norme vigenti, dovranno effettuare una cernita dei materiali direttamente sulla spiaggia.
Nota a margine: Eco Demolizioni s.r.l., se pure sia fornita di abilitazione alla gestione dei rifiuti, non ha mai ricevuto dal Comune di Senigallia altra richiesta che non fosse la gestione della pulizia della spiaggia, con separazione, raccolta e conferimento dei materiali separati”.

 

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