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Nuovi accertamenti sulla strage di Corinaldo: chiesti altri sei mesi per approfondire le indagini

Nuovi accertamenti sulla strage di Corinaldo: chiesti altri sei mesi per approfondire le indagini

ANCONA – Il pubblico ministero della Procura della Repubblica di Ancona Paolo Gubinelli ha chiesto una proroga di altri sei mesi – fino ad aprile 2020 – per le indagini relative al primo filone dell’inchiesta sulla strage alla Lanterna Azzurra di Corinaldo. Indagini che coinvolgono, in questo caso, 17 persone. Si tratta dei proprietari e dei gestori della discoteca di Madonna del Piano, di un dj, dell’addetto alla sicurezza e dei membri dello Sportello unico delle attività produttive (Suap) dell’Unione dei Comuni Misa – Nevola, tra i quali c’è anche il sindaco di Corinaldo, Matteo Principi. Sportello unico che, nel 2017, rilasciò l’autorizzazione per l’attività di pubblico spettacolo.

Per gli indagati, al momento, i reati contestati vanno dall’omicidio colposo plurimo al disastro colposo, dal falso ideologico all’apertura abusiva di locali di pubblico spettacolo.
Va ricordato che nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, la notte tra il 7 e l’8 dicembre dello scorso anno, morirono cinque adolescenti ed una mamma di 39 anni.

La richiesta di una proroga di sei mesi è dovuta al fatto che si è ravvisata la necessità di approfondire gli spunti investigativi offerti dalle relazioni tecniche dei consulenti incaricati dalla Procura il 20 dicembre 2018.

Non bisogna comunque dimenticare che per la strage nella discoteca di Corinaldo c’è poi l’altro filone dell’inchiesta, quello che ha portato – nel mese di agosto – all’arresto di sette persone, tra le quali sei ragazzi emiliani, accusati di omicidio preterintenzionale in quanto avrebbero spruzzato, all’interno del locale, lo spray al peperoncino che ha poi generato la calca in cui persero la vita i cinque ragazzi e la giovane mamma.

 

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