Dalle Grotte di Frasassi e dal Comune di Serra Sant’Abbondio l’impegno per valorizzare l’entroterra marchigiano

Dalle Grotte di Frasassi e dal Comune di Serra Sant’Abbondio l’impegno per valorizzare l’entroterra marchigiano

SERRA SANT’ABBONDIO – E’ stato siglato oggi, nella sala del Consiglio comunale di Serra Sant’Abbondio,  un accordo tra il Consorzio che gestisce il complesso ipogeo delle Grotte di Frasassi,  rappresentato dal sindaco di Genga Marco Filipponi e dal vice sindaco Davide Bruffa, e il Comune di Serra Sant’Abbondio, rappresentato dal sindaco Ludovico Caverni e dai consiglieri Manuela Ciaruffoli e Augusto Santi.

L’intesa, incurante dei confini amministrativi, è molto originale: mira a stimolare i viaggiatori ad esplorare un itinerario che si sviluppa sulle falde dell’Appennino umbro marchigiano dove tappe sono proprio Genga, le grotte e Serra Sant’Abbondio, il paese dei poeti e del Monastero di Fonte Avellana.

L’accordo prevede che i due poli si promuoveranno l’un l’altro nei propri spazi di competenza e, ambedue, di sostenere la candidatura a patrimonio immateriale Unesco del codice camaldolese per la gestione delle foreste del Casentino e della gestione avellanite dell’agricoltura.

L’interesse del Consorzio Frasassi per il piccolo borgo medievale delle alte terre del pesarese va letto all’interno del nuovo percorso storico-culturale che l’ente consortile, con  nuovi accordi di promozione incrociata siglati dall’inizio di quest’anno, collega Genga alla città ducale di Urbino. Un percorso dove  Urbino, Acqualagna e il suo Museo dedicato al tartufo, Pergola e il Museo dei Bronzi Dorati, hanno già siglato accordi con scontistica per i biglietti di chi ha visitato uno de poli e le Grotte. Territori che fanno parte di una route che si snoda in un paesaggio incontaminato e poco antropizzato dove il borgo medievale serrano ha una posizione turistica dominante.

Serra Sant’ Abbondio è la porta tra le province di Ancona e Pesaro; la culla del monastero camaldolese di Fonte Avellana meta ogni anno di almeno 20mila pellegrini; custodisce la parte orientale del Massiccio del Catria, scrigno di biodiversità, essendo la comunanza degli uomini originari di Serra Sant’Abbondio proprietaria di estesi pascoli e di rifugi per escursionisti. Infine, Serra dovrebbe a breve inaugurare un museo etno-antropologico che mette in evidenza la  cultura rurale e montana della sua comunità ed è molto simile a quella gengarina vanto del Parco Naturale regionale della Gola di Frasassi e della Rossa e al centro del progetto del suo Museo delle Arti e tradizioni popolari.

 

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