Lunedì a Cortina l’avvocato Roberto Paradisi presenterà il suo libro “Il diritto negato”

Lunedì a Cortina l’avvocato Roberto Paradisi presenterà il suo libro “Il diritto negato”

SENIGALLIA – Lunedì a Cortina, nell’ambito della rassegna Terzo Millennio, l’avvocato Roberto Paradisi presenterà il suo ultimo libro “Il diritto negato”.

Nel corso della rassegna di Cortina sono anche previsti – in appuntamenti diversi – gli interventi di Nordio e Belpietro.

Grazie a “Terzo Millennio” ed al libro di Roberto Paradisi si tornerà così a dibattere su un argomento, oggi più che mai, di grandissima attualità come quello della legittima difesa.

Il tema del libro di Roberto Paradisi (Giappichelli editore) è quello attualissimo della legittima difesa, questione che sta particolarmente a cuore all’avvocato senigalliese che ha fondato, insieme all’avvocato Giambartolomei, la rete nazionale “Difesa Legittima Sicura”. E il libro rappresenta un po’ anche il manifesto culturale dell’associazione.

Il “Diritto negato” è in realtà un grido isolato nel dibattito sulla legittima difesa. Che oggi – come sostiene l’autore nel suo libro – non è considerata un diritto, bensì un “delitto non punibile” commesso dall’aggredito. L’autore, partendo dalla prospettiva di Antigone che rivendica diritti innati contro la legge dello Stato, invoca il ritorno al diritto naturale alla difesa spiegando, anche ad un pubblico generalista e ai non addetti ai lavori (ma chiarendo in termini più che comprensibili aspetti squisitamente tecnici), che oggi non esiste il “diritto di difendersi”. L’opera di Roberto Paradisi, ripercorre in modo divulgativo l’anima di un istituto antico.

Da Platone a Cicerone, da San Tommaso a Locke, la legittima difesa è stata riconosciuta quale diritto naturale preesistente allo Stato. Il pensiero liberale classico ha parlato di legittima difesa come diritto inalienabile non comprimibile dallo Stato. Di contro, l’attuale codice Rocco, di impostazione fascista, negando l’esistenza di diritti individuali pre-politici, sovverte la tradizione occidentale e inquadra la legittima difesa come mera concessione. Idea alla quale, ancora oggi, sono legati inspiegabilmente a doppio filo giuristi, magistrati, associazioni forensi che invocano il “Far West” ogni qualvolta si vorrebbe restituire all’individuo il diritto oggi “negato”.

L’atto difensivo diventa, in questa ottica, un atto strutturalmente illecito, con l’aggredito sottoposto automaticamente ad indagini, salvo la sua non punibilità nei casi previsti dall’art. 52 del codice penale (attualità del pericolo, necessità della difesa, proporzionalità). Non manca un puntuale riferimento alla riforma del Governo Conte che, pur apprezzata da Paradisi, che la analizza soffermandosi sulla difesa domiciliare e sul “grave turbamento”, non ripristina ancora il diritto negato. Che potrà tornare in auge solo con una autentica rivoluzione liberale.

 

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