Con “Migrazioni fotografiche: l’infinito” a Jesi l’omaggio a Leopardi dei fotografi senigalliesi

Con “Migrazioni fotografiche: l’infinito” a Jesi l’omaggio a Leopardi dei fotografi senigalliesi

di ENZO CARLI

JESI – Le solite storie, fotografi senigalliesi che vanno a presentare le loro mostre fuori  e fotografi non senigalliesi che le fanno a Senigallia. Sono storie epocali,  infinite di un movimento migratorio che coinvolge, nel bene e nel male, anche la fotografia. E nemo profeta  in patria…. per fortuna  visto che in altri  ambienti viene generalmente inteso che sia più facile far valere le proprie capacità e qualità. E a proposito di infinito, una forte rappresentanza di quei fotografi che tanto hanno contribuito nel mettere in chiaro i loro propositi, arrivando ad essere onorati di un premio nazionale (città di Fabriano 2013, parliamo dei Fotografi del Manifesto Passaggio di Frontiera -1995- che hanno contribuito a rinnovare anche la genia di Giacomelli, Ferroni e Gianni Berengo Gardin) sotto l’egida del Movimento artistico Introvisione con il patrocinio del Comune di Jesi e grazie alla Presidenza della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, hanno a loro modo, reso omaggio alla poesia del sommo Giacomo Leopardi, a Palazzo Bisaccioni di Jesi .

Mi viene in mente la complessità della fotografia quando intendiamo affidarle il compito di entrare nella trasposizione dei sentimenti o quando intendiamo affidarle la realizzazione d strutture visive sempre più complesse, costruire accostamenti articolati in linea con la sociologia del cambiamento, ma questo argomento sarà forse oggetto di una riflessione a parte.

Sono in mostra fino  le foto visionarie e liriche di Walter Ferro con la loro incredibile proprietà di esaltare l’inanimato e il sentimento struggente del Poeta ; le immagini dell’eterno femmino elaborato dalle tensioni poetiche di Delia Biele; il volo oltre la siepe nelle campiture tonali di Loriano Brunetti; il progetto  dinamico e re-interpretativo LOOP da database Creative Common Zero di Massimo Renzi; il minimalismo deflagrante della ricerca visiva di Marco Melchiorri; il paesaggio contemplato tra reale e fantastico di Giorgio Bianchi; l’immaginazione al potere di Sofio Valenti che ci trasporta in un mondo sconfinato e immenso come avventura dell’anima. Come tributo a Giacomo Leopardi, Il movimento Introvisione presenta anche una sintesi del complesso lavoro sulle tracce del Poeta realizzato dal pittore Giovanni Schiaroli nei primi anni del nuovo millennio e presentato a  suo tempo, con grande successo di pubblico e di critica a Parigi, Place d’Italie XIII Arrondissement e a Roma, musei capitolini di Villa Torlonia .

La mostra ospitata a Palazzo Bisaccioni di Jesi, è aperta fino al 31 agosto con ingresso libero, tutti i giorni dalle 9,30-13,00 e 15,30-19,30n mente

 

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