“A Marotta da 40 anni la cultura del pesce abita al Boy”

“A Marotta da 40 anni la cultura del pesce abita al Boy”

“La forza del ristorante sta nella cucina, che è riuscita nel tempo a mantenere inalterati i sapori di una volta ed anche con 300 persone in sala non sbaglia un piatto”

di GIUSEPPE CRISTINI*

MAROTTA – La storia del Boy è la storia di 40 anni di cultura in cucina. Oggi famoso e pionieristico ristorante di pesce a Marotta, il Boy nasce da un piccolo chiosco sul mare, dove allora il  piatto simbolo era il mare e monti. Diventa poi pizzeria per dedicarsi completamente alla grande cucina di pesce. La cultura del pesce abita qui.

Il locale si presenta come una grande vetrina affacciata sull’Adriatico,  un ristorante  non di moda ma di tradizione, una istituzione della  ristorazione a Marotta quale patria del pesce freschissimo a centimetro zero. Qui arrivano ospiti da tutta Italia e direi dal mondo: il Boy è conosciuto dappertutto.

Simone Rossi fine gourmet, uomo della moda  e amico di famiglia da tanti anni ci racconta questa storia di 40 anni.

Partiamo da Mirella Piersanti che ancora oggi e da oltre 40 anni è il fondamento della famiglia. Una donna di ferro, un pilastro assoluto, se non c’era lei non ci sarebbe stato neppure il Boy. Mirella è un riferimento quotidiano per tanti barchini e pescatori che vengono da lei a consegnare il miglior pesce dell’Adriatico, una certezza di freschezza assoluta nel tempo e da decenni. Mirella visiona e cura tutti i piatti personalmente ad uno ad uno, è una forza della natura.

In sala invece è brillantemente sostenuta dalla figlia Cristina Sereni, che ha dedicato buona parte della sua giovinezza al Boy, elevando quotidianamente  il valore del servizio e dell’ospitalità  rendendo questo ristornate una  vera icona della ristorazione tradizionale vera  della Riviera Adriatica.

Marotta oggi è leader nella ristorazione ittica, grazie soprattutto al Boy, che è stato di esempio verso altri ristoranti che lavorano con il cuore.

Andrea Sereni, il figlio di Mirella è un uomo che corteggia il valore del Boy. E’ un esperto di vini, birre e liquori ed è ideatore del progetto Custodi del territorio e vignaiuoli poeti che oggi rappresenta il suo fiore all’occhiello.

Il  Boy sorprende e appaga ogni volta per l’ottimale rapporto qualità prezzo,  qui non trovi  solo ricche  e copiosa portate,  ma degusti la vera cultura gastronomica. Cristina cura personalmente il cliente,  Andrea seleziona le materie prime e consiglia il vino in abbinamento.

La sequenza degli eccellenti  piatti da degustare è interminabile: i passatelli con il pesce, le tagliatelle al sugo bianco,  ma il mio piatto del cuore è lo spaghetto con vongole sgusciate ad una una dalla Mirella, con sugo di pomodoro, ogni piatto è curato personalmente e saltato con amore.

Se non ci fosse stato il Boy, oggi Marotta non avrebbe avuto questo ascendente sul pesce tutto l’anno, dove anche in inverno arrivano migliaia di persone ogni domenica.

Secondo Simone, la forza del Boy e della Mirella sta nel Dna della cucina, che è riuscita nel tempo a mantenere inalterati i sapori di una volta. Anche con 300 persone qui non si sbaglia un piatto. Anche con 300 persone sedute,  il Boy è in grado di offrire un menù alla carta anche per sole due persone e già da tempi non sospetti la filosofia del locale, ha avuto il coraggio di togliere 30 posti a tavola per offrire relax e spazi migliori all’ospite: che qui è sacro.

La tradizione impera: con il sugo con le vongole, il garagolo, i bombolini ed il famoso  brodetto che Mirella prepara ogni giovedì dell’anno.

Mirella è un imprenditrice che guarda innanzitutto al rispetto della cucina e alla soddisfazione del cliente che viene molto prima del guadagno, un valore umano importante che, personalmente, riscontro in pochissimi altri ristoranti in Italia.

*Cavaliere del gusto e della bellezza

Ag – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.laltrogiornale.it