Sanità, emergenza nell’Area Vasta 2: Pergolesi attacca Mangialardi

Sanità, emergenza nell’Area Vasta 2: Pergolesi attacca Mangialardi

Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle: “Chiarisca l’imbarazzante immobilismo della Conferenza dei sindaci”

ANCONA – «In Regione si sta discutendo il nuovo Piano Socio Sanitario e dopo mesi di audizioni non sono ancora pervenute le osservazioni da parte della Conferenza dei Sindaci dell’Area Vasta 2 della provincia di Ancona. Come membro della Commissione Sanità ho preteso che fossero ascoltati centinaia di stakeholders durante l’iter di approvazione della futura programmazione sanitaria della regione, ma da parte degli organismi di rappresentanza dei Comuni nulla si muove». Lo dice Romina Pergolesi, consigliere regionale del M5S Marche.

«Il presidente della Conferenza dei sindaci della Provincia di Ancona, Maurizio Mangialardi – tuona Pergolesi – ha disertato per l’ennesima volta l’audizione in commissione, senza inviare alcun tipo di osservazione, o proposta. Al suo posto, si sono presentati i sindaci di Jesi e Fabriano che hanno confermato l’inesistenza di un incontro, tra tutti i Comuni dell’Area Vasta 2, per la predisposizione di un documento unanime con le linee di indirizzo della programmazione regionale da presentare alla Commissione Sanità. Abbiamo addirittura appreso, con grande imbarazzo dei presenti, che i sindaci aspettavano inutilmente da mesi un “nulla osta” della regione per l’approvazione del Regolamento interno di funzionamento della Conferenza dell’Area Vasta 2, come qualcuno avrebbe lasciato credere loro, anche se, al contrario, ciò non è previsto da alcuna legge regionale». A detta dell’esponente pentastellata, dunque, «va assolutamente fatta chiarezza e rivista la figura dell’attuale presidente».

La legge regionale 13 del 2003 sulla riorganizzazione del servizio sanitario regionale prevede la partecipazione degli enti locali alla programmazione regionale e locale e alla verifica dei risultati ottenuti attraverso il coinvolgimento della Conferenza di area vasta che, oltre ad esercitare funzioni propositive e consultive, esprime parere obbligatorio sui relativi piani, ed il cui funzionamento è disciplinato dal regolamento dalla stessa approvato. Inoltre, il decreto legislativo 171 del 2016 prevede, trascorsi ventiquattro mesi dalla nomina di ciascun direttore generale, che venga chiesto un parere alla Conferenza dei sindaci, durante la fase di verifica, in merito ai risultati aziendali conseguiti e al raggiungimento degli obiettivi. In caso di esito negativo di quest’ultima, la regione dichiara, previa contestazione e nel rispetto del principio del contraddittorio, la decadenza immediata dall’incarico con risoluzione del relativo contratto.

«È auspicabile che i sindaci si attivino quanto prima con gli strumenti e le modalità previste dalla legge e presentino presto il loro documento congiunto alla IV Commissione, in vista della fase conclusiva di ascolto e quella di modifica, con emendamenti dei consiglieri, del nuovo Piano Socio Sanitario proposto dalla Giunta, prima dell’approvazione in aula – evidenzia quindi Pergolesi -. La Conferenza di area vasta dà ai sindaci l’enorme potere di incidere direttamente nella programmazione sanitaria regionale e, con proprio parere, di mettere in discussione l’operato dei direttori generali delle aziende sanitarie laddove non siano stati capaci di raggiungere gli obiettivi fissati. È giunto di momento di passare dalle parole ai fatti».

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