Rifondazione Comunista contro Ceriscioli: “La privatizzazione di Aerdorica è una sconfitta per i lavoratori e per le Marche”

Rifondazione Comunista contro Ceriscioli: “La privatizzazione di Aerdorica è una sconfitta per i lavoratori e per le Marche”

ANCONA – Dal Partito della Rifondazione Comunista riceviamo: “È davvero difficile condividere l’entusiasmo del presidente della Regione Marche Ceriscioli  per la conclusione della vicenda Aerdorica. La privatizzazione della società, per altro in questi lustri sempre sulla soglia del fallimento grazie a scelte di management improvvide, avventate, lasciate senza controllo a saccheggiare quel poco che restava nel patrimonio della società (vedi la vicenda Morriale), non è “una missione impossibile vinta” ma il fallimento della sua giunta e di quella che lo ha preceduto.

“La sconfitta del sistema Marche, dove hanno prevalso particolarismi e piccoli interessi, la caporetto dell’imprenditoria regionale, sempre pronta a pontificare su questa vicenda e non solo, sempre in fuga davanti all’impegno finanziario e alle responsabilità.

“Per i lavoratori poi, che pure in questi anni hanno subito di tutto, il futuro resta quantomeno nebuloso, tanto che proprio oggi mentre il presidente della Regione dichiara “il nostro impegno è quello di non lasciare nessuno senza lavoro”, il nuovo amministratore delegato Bassetti confessa “il nostro obbiettivo è passare da 94 dipendenti ad una sessantina”  quello che è certo però è da subito l’avvio della cassa integrazione.

“Per finire il territorio , cioè i Comuni prossimi allo scalo aereoportuale, che per un milione di ragioni avrebbero la necessità di essere nella nuova società o perlomeno, avere un ruolo nel controllo delle scelte imprenditoriali, costretti, con il cappello in mano, a pietire qualche quota senza, finora, ricevere risposta.

“Siamo, come lo dovrebbe essere l’intera comunità marchigiana, molto preoccupati,  attendiamo che anche  altri, a cominciare dal sindacato , facciano sentire la loro voce  affinché la nuova società (un fondo anglo svedese ) dia garanzie e soprattutto, siano previste modalità e strumenti di controllo “pubblico” sulla gestione di un’ infrastruttura importante per l’economia  regionale”.

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