Inizia giovedì la XVIII edizione del Festival Organistico Internazionale “Città di Senigallia”

Inizia giovedì la XVIII edizione del Festival Organistico Internazionale “Città di Senigallia”

La manifestazione in programma dall’11 luglio al 22 agosto a Senigallia, Belvedere Ostrense, Corinaldo, Ostra Vetere e Serra de’ Conti

SENIGALLIA – Il 2019 è l’anno della maturità per il Festival Organistico Internazionale “Città di Senigallia”.  La XVIII edizione segna un importante traguardo per la manifestazione, che si tira a lucido con un programma ricco e articolato: grazie alla varietà di tipologie degli organi utilizzati e alla presenza di artisti di fama mondiale, protagonisti indiscussi delle scene concertistiche internazionali più prestigiose, il pubblico potrà ancora una volta assaporare un panorama completo di quella che è stata la lunga storia della musica per organo, in una vera antologia di epoche e di autori diversi fra loro, in un continuo dialogo con il territorio marchigiano e le sue bellezze.

Due i filoni di questa edizione del Festival. Il primo è il tributo a Leonardo da Vinci, che aprirà il programma giovedì 11 luglio. Nel 500° anniversario dalla morte del genio fiorentino, il Festival va alla scoperta di uno degli aspetti meno noti dell’uomo poliedrico che tutti conoscono, musico esperto e improvvisatore della lira da braccio, che parlava della musica come di un’arte “sorella minore” della pittura, “figurazione delle cose invisibili”. Nei suoi “Rebus musicali”, giunti a noi nella Collezione Windsor, utilizza la notazione musicale combinandola con sillabe o parole in modo da formare frasi sfruttando i nomi delle note. Tre di questi Rebus formano delle brevi melodie musicali, che l’organista Simone Vebber interpreterà accompagnato da approfondimenti artistici e analisi di alcuni celebri dipinti dell’artista a cura della storia dell’arte Benedetta Montevecchi.

Il secondo filone è invece la voce delle donne. Due concerti, uno in onore di Clara Schuman, una delle pianiste più importanti dell’epoca romantica, e un altro di Barbara Strozzi, compositrice e soprano, esponente di rilievo della musica barocca, segnano altrettante tappe fondamentali del programma; voci attraverso cui il Festival vuole testimoniare l’attenzione e la sensibilità nei confronti di artiste meno note che rappresentano espressioni fondamentali nel panorama della musica per organo.

“Quello delle diciotto edizioni – afferma il sindaco Maurizio Mangialardi – è un traguardo prestigioso, che ci riempie di orgoglio, ma che soprattutto testimonia il valore e la qualità del progetto, per il quale ringrazio anzitutto il responsabile don Paolo Gasperini e la direttrice artistica Federica Iannella, che da anni pone le sue competenze al servizio di Senigallia e del territorio circostante. Il Festival Organistico Internazionale, infatti, ha rappresentato e continua a rappresentare una grande occasione per scoprire o riscoprire il nostro meraviglioso patrimonio organario, ma anche per costruire un legame sempre più stabile tra Senigallia e le comunità dell’entroterra, fondamentale per lo sviluppo della cultura e del turismo”.

“L’edizione di quest’anno – spiega la direttrice artistica Federica Iannella – si configura come una tappa di passaggio importante in un percorso artistico lungo diciotto anni, iniziato dagli strumenti presenti nella città, e ampliatosi nei comuni che circondano Senigallia, con lo scopo di far conoscere le bellezze e le ricchezze artistiche del territorio. Un legame tra strumenti, musica e territorio che in nel tempo è diventato sempre più stretto: i programmi che i vari artisti hanno scelto sono tutti calibrati sulle possibilità degli strumenti, in dialogo con quelle che sono i contesti che li ospitano, artistici e territoriali. Un sentito e dovuto ringraziamento alle amministrazioni comunali di Senigallia, Belvedere Ostrense, Corinaldo, Ostra Vetere e Serra De’ Conti, che ogni anno con dedizione e sensibilità contribuiscono ad arricchire il cartellone, e alla Fondazione Amurri-Uccellini, con un sentito ricordo rivolto allo scomparso dottor Leopoldo Uccellini, cui il Festival Organistico Internazionale deve la sua ideazione e la sua lunga storia, al quale dedicheremo una serata speciale sabato 17 agosto”.

“Non era facile prevedere questi diciotto anni di ascolti e disseminazioni – aggiunge il consigliere delegato Mauro Pierfederici – che sicuramente ci hanno arricchito, permettendoci di recuperare luoghi e di stare insieme per qualcosa. E questo lo dobbiamo in particolare al prezioso lavoro che Federica Iannella ha messo a nostra disposizione”.

“Una proposta artistica di grande fascino e qualità – conclude l’assessore alla Cultura Simonetta Bucari – con la presenza di tantissimi musicisti di calibro internazionale, per un evento che rappresenta uno dei maggiori appuntamenti della nostra stagione estiva”.

Tutte le serate del Festival Organistico Internazionale saranno caratterizzate da un programma dedicato, consultabile anche sul sito organsenigallia.com e sulla pagina Facebook Festival Organistico Internazionale. In concerti avranno inizio alle ore 21,15 e saranno a ingresso gratuito.

Il primo appuntamento giovedì 11 luglio, con la serata inaugurale La musica nascosta di Leonardi da Vinci, e come di consueto si inizia a Senigallia, nella Chiesa del Portone. All’organo il maestro trentino Simone Vebber, accompagnato dalla storica dell’arte Benedetta Montevecchi, per un percorso tra musica e arte alla scoperta del genio poliedrico di Leonardo da Vinci, nell’anniversario dei 500 anni dalla morte. L’artista eseguirà sulle caratteristiche foniche e stilistiche dell’organo Pinchi opus 422 i “Rebus musicali” di Leonardo da Vinci e si lascerà ispirare da alcuni dipinti del grande artista, introdotti da un approfondimento della studiosa, interpretando una serie di improvvisazioni.

Giovedì 18 luglio, ancora alla Chiesa del Portone, sarà la volta del Trio Palladio, composto da Enrico Zanovello all’organo, Steno Boesso al fagotto e Michele Antonello all’oboe. Insoliti divertimenti musicali è il titolo della serata che vedrà protagonisti i tre artisti, in un percorso che dal Romanticismo arriva fino a Verdi, passando per Lallier, Charpentier, Molbe, Silver e Jancourt, per una serata all’insegna di una spiccata personalità e originalità delle scelte musicali.

Domenica 21 luglio la prima trasferta, a Serra de’ Conti, nella chiesa di Santa Maria de Abbatissis, con il duo formato dal maestro Gianluigi Spaziani all’organo Cioccolani del 1866 e dal soprano Caterina Tonini. Viaggio nella musica sacra europea attraverserà la storia della musica che si rifà ai testi sacri dal ‘500 all’800, dalla Messa a quattro voci di Monteverdi fino al celebre Salmo 23 di Schubert, Il Signore è il mio pastore.

Quarto appuntamento giovedì 25 luglio, alla Chiesa dei Cancelli di Senigallia. L’organista milanese Luciano Zecca e il soprano Kaori Yamada proporranno una serata dal titolo Exultate Jubilate, ispirata al celebre mottetto di Mozart. Un programma antologico per assaporare tutti i colori di uno dei più grandi organi storici della nostra regione, costruito nel 1856 dalla celebre bottega veneziana dei Bazzani, eredi e continuatori dei Callido. Il duo eseguirà celebri compositori italiani ed europei del ‘600 e del ‘700: Caccini, Clérambault, Haendel, Haydn, Mozart, Valeri, Moretti, Morandi.

Sabato 27 luglio sarà la volta di Corinaldo, uno dei borghi più belli d’Italia, dove nella Chiesa di San Francesco si svolgerà una suggestiva serata connotata fortemente in rosa: il duo Romiti, il maestro Letizia all’organo Mascioni e il maestro Elena al Corno Inglese e Oboe, proporranno un Concerto in onore di Clara Schuman nel bicentenario della nascita. Ricordata come una delle più importanti pianiste dell’era romantica, Clara fu anche compositrice come il suo celebre marito Robert Schumann. Nel 1845, Clara compose tre preludi e fuga op.16 per pianoforte, che ascolteremo nella trascrizione per organo e corno inglese a cura di Jurgen Schawb. Accanto a queste composizioni, Letizia Romiti proporrà due corali del compositore Johannes Brahms, amico intimo dei coniugi Schumann e considerato da Robert il suo unico, vero maestro e musicista del futuro. Brahms resterà vicino a Schumann con grande devozione fino alla morte. Analoga profonda amicizia aveva con Clara il cui legame durerà fino alla morte di lei, testimonianza ne sono i primi 7 corali tratti dall’op. 122 ad ella dedicati. Opera finale, enigmatica, pubblicata postuma nel 1902 come opera 122, gli 11 corali possono essere considerati il testamento musicale e spirituale di Brahms. La scelta dei corali è incentrata su inni tedeschi che esprimono il desiderio di un gioioso decesso e la volontà di conciliazione per il mondo a venire.

Giovedì 1° agosto il Festival sarà ospitato ad Ostra Vetere per un concerto itinerante tra le Chiesa di Santa Lucia e la Chiesa di San Severo, dove risuoneranno alcune inedite composizioni tratte da i Sacri musicali affetti di Barbara Strozzi. Dedicati ad Anna de’ Medici (1616-1676) Arciduchessa del ramo tirolese degli Asburgo per via del matrimonio con l’Arciduca Ferdinando Carlo, questi brani sono riconducibili al genere del mottetto a voce sola, e costituiscono un itinerario per immagini (all’insegna di un marcato virtuosismo vocale) dedicate a figure capitali della storia cristiana: Sant’Anna (chiaro omaggio alla dedicataria della raccolta), San Pietro, la Vergine Maria, il Santissimo Sacramento, San Benedetto, San Antonio, i Confessori. Una serata dunque all’insegna dell’originalità con composizioni di altissima qualità musicale ed oggetto di un’importante registrazione discografica a cura dell’ensemble Aurata Fonte: all’organo Giuseppe Monari, che assieme a Perikli Pite alla Viola da gamba accompagneranno il soprano Miho Kamiya.

Sabato 17 agosto un gradito ritorno a Belvedere Ostrense, nella Chiesa di San Pietro Apostolo, con l’organista Irene de Ruvo e il soprano Anna Rita Pili con il Concerto in memoria del dott. Leopoldo Uccellini. Un programma dedicato ai grandi artisti del ‘600, Fischer, Bodin, de Boismortier, Kaspar Kerll, Legrenzi, Feroci, fino al grande genio di Vivaldi, ad esaltare le caratteristiche dello storico organo attribuito a Vincenzo Montecucchi (1793ca) restaurato grazie anche alla sensibilità del dott. Uccellini.

Giovedì 22 agosto gran finale alla Chiesa del Portone con il maestro padovano Roberto Bonetto e le sue Meravigliose ispirazioni barocche, che vedranno chiudere la XVIII edizione del Festival con Bach, Schuman, Bartholdy, Hahn e Dubois, per una celebrazione conclusiva del periodo più fertile della musica per organo.

 

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