Per il Circolo di Jesi di Rifondazione Comunista il biodigestore è inutile

Per il Circolo di Jesi di Rifondazione Comunista il biodigestore è inutile

JESI – Continua la discussione sul biodigestore alla Coppetella. “Tuttavia – si legge in un documento diffuso dal Circolo Carlo Marx Jesi di Rifondazione Comunista – nonostante  il generoso impegno del Comitato, decine di assemblee, l’attenzione  di  tanta opinione pubblica, le ragionevoli considerazioni avanzate, l’esito sembra scontato e la decisione presa.

Tutto questo è al limite del paradossale, infatti da mesi l’Ato, l’organismo che comprende tutti i comuni della provincia di Ancona,  è in stallo ed incapace di proporre un piano organico per la gestione dei rifiuti nel territorio provinciale. Un piano significa un modello  di organizzazione e pure scelte relative agli obbiettivi, dipende se si opta   per  l’obbiettivo “rifiuto zero”, per l’alta economicità o, come pare da tempo orientata l’ azione del gestore attuale Multiservizi  e le sue multiformi partecipate, per la massima redditività.

“Modelli diversi significano anche forme impiantistiche diverse e quello a “rifiuto zero” potrebbe fare a meno di megaimpianti di “biodigestione”.  Ovvio che questo modo di procedere, intanto gli impianti poi il piano, ne condiziona scelte ed esiti. Sin ora, ovunque, in particolare nelle sedi istituzionali, consigli comunali e commissioni è mancata questa discussione.

“Invano, nella provincia di Ancona, alcuni consiglieri comunali più avveduti hanno lanciato appelli a portare unitariamente nei consigli dell’intera provincia questa discussione, per stoppare un piano che veniva redatto senza ascoltare, le rappresentanze democratiche, le associazioni, i cittadini.

“Oggi chi, in corner, per usare un’espressione calcistica in relazione al biodigestore di Jesi dice “si ma non qui“, sbaglia e depotenzia l’azione. Non è mai troppo tardi, occorre invece  riportare e pretendere che la discussione venga fatta sul piano, non  spezzettata e quindi sulle foglie di carciofo, a Jesi il biodigestore, a Castelbellino e Monte Roberto per l’impianto di stoccaggio dei rifiuti da spazzamento, a Maiolati per il futuro della discarica della Cornacchia. Vedremo – conclude Rifondazione Comunista – chi avrà questa volontà e questa lungimiranza, l’aspettiamo da chi nel territorio abbiamo sostenuto”.

 

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