Il processo per l’alluvione di Senigallia, ammesse dal Gup oltre 400 parti civili

Il processo per l’alluvione di Senigallia, ammesse dal Gup oltre 400 parti civili

ANCONA – Davanti al Gup del Tribunale di Ancona si è svolta l’udienza preliminare per l’alluvione di Senigallia del 3 maggio 2014. Nell’occasione il Gup Francesca De Palma ha ammesso tutte le parti civili che lo hanno richiesto, rigettando le opposizioni presentate dagli avvocati degli otto indagati – tra i quali c’è il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi – per i fatti del 3 maggio 2014, quando esondò il fiume Misa.

Sono oltre 400 le parti civili ammesse, tra persone fisiche e aziende, che chiedono un risarcimento danni per 40 milioni di euro. Il Giudice per l’udienza preliminare ha anche ammesso come parte civile lo stesso Comune di Senigallia. Inoltre ha ammesso la relazione finale relativa al PercorriMisa.

Il giudice ha inoltre autorizzato la chiamata in causa, come responsabili civili, sulla base delle istanze dei danneggiati, la Regione Marche, il Comune di Senigallia, la Provincia di Ancona, il ministero degli Interni e la presidenza del Consiglio dei Ministri. Questi ultimi due per ciò che riguarda il dipartimento della Protezione civile.

“Continuando ad aver fiducia nell’operato della magistratura – si legge in una nota diffusa dalla lista civica Senigallia Bene Comune -, cogliamo con piacere questa decisione considerato che la nostra Lista civica aveva presentato più volte la mozione in Consiglio chiedendo che la Giunta si costituisse parte civile in questo procedimento. Continueremo a lavorare per e nell’interesse di Senigallia e dei nostri concittadini”.

La prossima udienza è prevista il 30 settembre.

 

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