In vista della Festa del 2 Giugno a Senigallia c’è l’invito a realizzare nuovi simboli della pace

In vista della Festa del 2 Giugno a Senigallia c’è l’invito a realizzare nuovi simboli della pace

SENIGALLIA – La Scuola di Pace “Vincenzo Buccelletti”, organismo del Comune di Senigallia, attiva da più di 30 anni nella promozione e diffusione della cultura della pace e della nonviolenza, organizza il 2 giugno 2019 la manifestazione Festa della Repubblica=Festa della Pace.

Per il terzo anno, dopo il successo delle passate edizioni, la Festa si terrà in un luogo carico di significati per la città: il Parco della Pace, che sostituisce il vecchio nome di Piazza d’Armi. Un cambio nella toponomastica che vuole diventare anche cambio di cultura. A partire dalle ore 18 il Parco verrà animato da attività promosse dalle Associazioni che fanno parte della Scuola, rivolte a grandi e piccoli.

Novità per l’edizione 2019 l’iniziativa Simboli di pace: tutti sono invitati a realizzare dei simboli della pace partendo da una base bianca o colorata ricavata da un formato A4, decorata con scritte o tecniche a piacere, grafiche o di collage di materiali diversi, anche di recupero, per portarli poi in occasione della Festa al Parco della Pace dove verranno esposti.

Il segno usato attualmente per simboleggiare la pace fu creato nel 1958 da Gerard Holtom, tra gli organizzatori di una delle prime marce antinucleari in Inghilterra della Cnd (Campaign for nuclear Disarmement), organizzazione pacifista che aveva tra i suoi promotori il filosofo Bertrand Russell (1872- 1970). Venne utilizzato per la prima volta il 21 febbraio, giorno della marcia di Aldermaston, località sede di una base militare e di una fabbrica di armi nucleari. Raggiunse il successo nel decennio successivo prima a sostegno della Campagna per il disarmo nucleare e successivamente più in generale dell’antimilitarismo. Holtom era stato obiettore di coscienza durante la Seconda guerra mondiale e ha spiegato come nacque l’idea del logo che aveva disegnato e proposto per la marcia. Le fonti di ispirazione sono il dipinto 3 maggio 1808 di Francisco Goya che rappresenta la fucilazione di civili spagnoli ad opera delle truppe di Napoleone.

Nel quadro un uomo morto ha le braccia distese a terra oltre la testa, un altro, vivo, sollevate in aria. Holtom stilizzò le due posizioni e riprese le posizioni delle braccia usate dai marinai per comunicare a distanza e a vista con le bandierine: la lettera “N” di nuclear era indicata da una linea verticale, la “D” di disarmament corrisponde alle linee oblique, il cerchio rappresenta la parola global. Viene inoltre riproposta l’iniziativa Una gru per la pace, che nell’edizione 2018 ha visto l’adesione di moltissimi partecipanti : tutti sono invitati a realizzare delle gru origami partendo da fogli di carta di 21 cm X 21 cm (quadrato ricavato da un formato A4) nei colori blu, azzurro, viola, verde, giallo, arancione e rosso per portarle poi in occasione della Festa al Parco della Pace dove verranno appese tutte insieme.

Le modalità di realizzazione delle gru sono illustrate nei seguenti tutorial: https://www.youtube.com/watch?v=-elhDbZ6sds

https://www.youtube.com/watch?v=yTY-nGYYq_c

Ai più piccoli potrà essere proposta questa versione semplificata da realizzare sempre negli stessi colori https://www.youtube.com/watch?v=iTK-e816Bqs

L’origami a forma di gru è un simbolo di pace universale legato alla vicenda di Sadako Sasaki che aveva solo due anni il 6 agosto del 1945, quando fu sganciata la bomba atomica sulla città giapponese di Hiroshima. Sadako riuscì a salvarsi, ma dieci anni dopo si ammalò di leucemia a causa delle radiazioni sprigionate dall’esplosione.

Anche se non aveva alcuna speranza di guarire, Sadako combatté fino all’ultimo contro la sua malattia. Era venuta a sapere che, secondo un’antica tradizione giapponese, se fosse riuscita a costruire mille gru di carta, gli dei la avrebbero aiutata a guarire. Così, durante la degenza in ospedale, con le poche forze che le erano rimaste, la bambina si mise a costruire origami a forma di gru, uccello che in Giappone è considerato simbolo di longevità.

Il suo desiderio di guarire però non fu esaudito. Sadako morì il 25 ottobre del 1955. Nel 1958 presso l’Hiroshima Memorial Park in Giappone fu eretta una statua in suo onore, in cui è rappresentata con le mani tese a sorreggere una gru di carta. Alla sua base, un’iscrizione recita: “Questo è il nostro grido. Questa è la nostra preghiera. Pace nel mondo”. Ogni anno, i bambini costruiscono origami per Sadako e ancora oggi migliaia di gru di carta provenienti da tutto il Giappone e da qualsiasi parte del mondo adornano il monumento di Hiroshima e quello forse altrettanto famoso del Parco della Pace di Seattle. Ad entrambe le iniziative potranno partecipare scuole, gruppi, associazioni, famiglie o singoli cittadini. Sarà possibile inoltre realizzare i simboli e le gru (anche in una versione per i piccolissimi) durante la manifestazione con la collaborazione degli alunni del Liceo delle Scienze Umane. Per informazioni e adesioni: giugno2repubblica@gmail.com

 

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