“Trasformare l’ex Palazzo del Turismo di Senigallia in un Centro culturale”

“Trasformare l’ex Palazzo del Turismo di Senigallia in un Centro culturale”

Tre associazioni senigalliesi – Centro Teatrale Senigalliese, Confluenze e Lapsus – rilanciano una proposta già presentata due anni fa all’assessore regionale Fabrizio Cesetti

SENIGALLIA – Quale futuro per l’ex Palazzo del Turismo? Oggi ospitiamo l’intervento di tre associazioni senigalliesi che brillano per attivismo, originalità e creatività nel panorama culturale cittadino: Centro Teatrale Senigalliese, Confluenze,  Lapsus.
“Nell’estate del 2017 – si legge in una nota delle tre associazioni – abbiamo incontrato due volte l’assessore regionale al bilancio e patrimonio Fabrizio Cesetti e gli abbiamo sottoposto il progetto (centro culturale) di fare del palazzo del turismo un Centro culturale: un luogo di aggregazione che potesse offrire spazi a diverse associazioni culturali cittadine.
“L’assessore allora ci manifestò entusiasmo per la proposta. L’ipotesi annunciata in un’assemblea della Consulta della Cultura ha visto il favore della maggior parte dei rappresentanti”.
La struttura, chiusa nel 2009 (precedentemente messa a norma) per passaggi e rimpalli di competenze tra enti preposti all’accoglienza turistica, versa in stato di abbandono ma sarebbe ancora facilmente recuperabile e valorizzabile.
“Potrebbe diventare – si legge sempre nel documento delle tre associazioni senigalliesi – una vetrina del territorio, un laboratorio di ricerca e produzione artistica. Facciamo appello al sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi, all’assessore regionale alla cultura Moreno Pieroni e all’assessore regionale Fabrizio Cesetti affinché si riapra un confronto nel merito.
“Crediamo che questa struttura (che oggi può piacere o meno – ma possibile destinataria di interventi artistico-creativi) segno architettonico di un’epoca (di futura valenza storica) non possa essere sprecata per lasciar spazio al degrado, ad alcuni posti auto o all’ennesima quanto inverosimile operazione speculativa. Sarebbe bello che in città – conclude la nota – si aprisse un confronto pubblico sul questo tema”.

 

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