In tanti, a Senigallia, per l’ultimo saluto al professor Carlo Emanuele Bugatti

In tanti, a Senigallia, per l’ultimo saluto al professor Carlo Emanuele Bugatti

SENIGALLIA – In una Cattedrale gremita Senigallia ha dato questa mattina, il suo ultimo saluto al professor Carlo Emanuele Bugatti, morto improvvisamente domenica pomeriggio nella sua abitazione. Funerali celebrati nella giornata in cui Carlo Emanuele avrebbe festeggiato il suo settantaseiesimo compleanno.

Molte le autorità presenti alla cerimonia funebre, da Piero Fassino al presidente della Regione Luca Ceriscioli, al sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi. Toccanti, nel ricordare il professor Carlo Emanuele Bugatti, le parole del celebrante, monsignor Paolo Gasperini. Considerazioni alle quali si sono aggiunte, al termine della funzione religiosa, quelle del sindaco Maurizio Mangialardi, dello stesso Piero Fassino, amico da tanti anni di Carlo Emanuele, del professor Gianmario Raggetti (che, riprendendo uno scritto di Paolo Volponi, ha tratteggiato perfettamente la figura di Carlo Emanuele, uomo di cultura, scrittore, giornalista, appassionato d’arte), del professor Stefano Schiavoni. Infine Alfonso Napolitano, a nome dei collaboratori del Musinf, ha letto una delle ultime poesie dello stesso professor Bugatti.

Prima della tumulazione, nella tomba di famiglia nel cimitero delle Grazie, la bara è stata accompagnata fino all’ingresso del Museo d’arte moderna, dell’informazione e della fotografia, museo voluto, organizzato, fatto crescere e diretto fino all’ultimo proprio dal professor Carlo Emanuele Bugatti, un uomo dalla Cultura immensa che lascia un grande vuoto non solo a Senigallia. Ma in tutta la nostra regione.

Ed in questo momento di dolore, tutto il personale, gli amici ed i volontari del Musinf, colpiti dall’improvvisa scomparsa del loro Direttore, lo ricordano così: “Carlo Emanuele Bugatti è stato il creatore, il caparbio costruttore del progetto Musinf a Senigallia e del Museo Nori dè Nobili a Tre Castelli. Ha contribuito negli anni alla nascita di numerosi progetti e centri culturali come il Museo della Pace di Cervara di Roma, il Centro di Documentazione Arte per la Pace di Arcevia e sempre   nello specifico dei linguaggi dell’arte, il Museo della Mail Art di Montecarotto.

“È stato un pacifico, ma battagliero intellettuale che ha dialogato per tutta la vita con il mondo internazionale dell’arte e della cultura e lo ha fatto in prevalenza dalla “periferia dell’impero” come amava ricordare, dalla Marca anconetana. Bugatti scrittore, giornalista, poeta di rara sensibilità, uomo di grande impegno civile, ha sempre fornito il suo coerente contributo al dibattito culturale del nostro Paese. Lo ha fatto da intellettuale necessariamente e costruttivamente critico, studioso ed appassionato analista delle società, credeva nelle possibilità della cultura come vero strumento del cambiamento.

“Uomo di Diritto e profondo conoscitore della Carta Costituzionale, che Il Professore amava sempre ricordare essere la nostra regola principe. Profondamente convinto che bisognasse svilupparne la conoscenza e provarne la rilettura sempre con il rispetto dovuto alle sue origini, quelle della Resistenza e quindi della costruzione della nostra Democrazia.

“Il Prof. Carlo Emanuele Bugatti – scrivono sempre gli amici del Musinf – era costantemente impegnato a lavorare per favorire ed incentivare la ricerca, la tutela e la conservazione dell’opera d’arte contemporanea. Fornendo gli opportuni spazi di operatività ai giovani artisti, i protagonisti del presente e del nostro futuro.

“I tanti volontari, artisti e non, che hanno vissuto l’esperienza delle sue numerose attività museali, proveranno a continuarne il lavoro, orfani della sua guida. Seguiranno i suoi insegnamenti, sperando di poter ritrovare la stessa capacissima caparbietà nella quotidiana attività di affermazione del progetto culturale – concludono -, che vede nel Musinf un modello di riferimento”.

“Il libro del romanziere Pasternak, Dottor Živago, qualche decennio fa – scrive invece il professor Camillo Nardini in una riflessione per i nostri lettori, ricordando il professor Carlo Emanuele Bugatti -, si chiudeva con un verso straordinario: «Vivere una vita non è attraversare un campo». Il libro dello storico Sallustio, duemila anni fa, si apriva con una considerazione potente: “Tutti gli uomini che decidono di distinguersi devono impegnarsi con tutte le forze a non trascorrere la vita come le pecore, che la natura ha creato prone e obbedienti agli istinti”. Entrambi gli scrittori, da secoli e terre e lingue molto distanti da noi hanno voluto avvertirci che vivere una vita non è una passeggiata: la vive bene, la vita, soltanto chi si impegna. E chi ha la possibilità e la libertà di farlo, aggiungo io.

“Con Carlo – aggiunge il professor Nardini – c’eravamo salutati appena un paio d’ore prima che il suo cuore si fermasse. In Piazza Saffi, al gazebo delle primarie. Ciao Carlo, come va? Non tanto bene, voto e torno a casa. Una pacca sulle spalle, ci vediamo in settimana, mettiamo a punto il progetto – di fotografia, naturalmente. Un saluto ben diverso ci attendeva, in Piazza Garibaldi, alla camera ardente. Un saluto inatteso, anche se non imprevisto.

“Abbraccio Silvana Amati, sua compagna di vita e di scelte, e salgo i tre gradini che sollevano il feretro. Sul volto il suo sorriso di sempre, tra le mani la Costituzione con lo Statuto dei Lavoratori. E questo mi spiazza, perché non me l’aspettavo. Il pensiero va al migrante adolescente morto in mare con la pagella cucita nella giacca. Carlo, come quel migrante, porta con sé l’oggetto più caro della sua vita e davanti al Tribunale del Signore si presenta con il libro che ha accompagnato la sua esistenza. Una trentina d’anni fa aveva organizzato al Musinf un interessantissimo Convegno sulla storia degli “Ex libris”, un timbro ideografico con il quale il proprietario di un libro comunica “Questo libro è mio”. E ogni tanto lo ricordavamo insieme.

“Ora porta con sé la Costituzione: “Questo è il mio libro”. Lascia cariche, incarichi, Direzioni e stringe tra le dita, migrante anche lui come noi tutti, l’oggetto che più ha contato nel suo viaggio terreno. Ci lascia una città che prima non avevamo, “Senigallia, città della Fotografia”. Lascia, ai tanti appassionati di fotografia, il compito di continuare a entusiasmarsi nell’eterna scoperta del mondo, e all’Amministrazione il mandato di proseguire sul percorso avviato. Lascia ai cittadini di Trecastelli quel che prima non avevano, il Museo “Nori de’ Nobili”, e lascia a quella Amministrazione il compito di mantenere luminose le luci di quel Centro. Lascia a noi tutti l’esempio di una vita impegnata in politica. Quella politica sana e onesta – conclude il professor Camillo Nardini – che i giovani dovrebbero amare di più, perché necessaria alla crescita della città, bene comune. Ciao Carlo, riposa in pace”.

“Con la scomparsa del professor Carlo Emanuele Bugatti – afferma il sindaco Maurizio Mangialardi – non solo Senigallia e le Marche, ma tutto il mondo della cultura perde un intellettuale di prestigio assoluto, che lascia un vuoto incolmabile. Sono però certo che la sua eredità continuerà a vivere nelle opere e nei progetti che nel corso degli anni hanno visto la luce esclusivamente grazie al suo infaticabile impegno e alla sua innata passione per l’arte. Penso ovviamente al Musinf, realtà senigalliese che proprio grazie all’intenso lavoro svolto dal professor Bugatti rappresenta oggi una realtà capace di dialogare alla pari con i più prestigiosi poli d’arte internazionale, dal Mama di New York al Mamm di Mosca, e di valorizzare in tali consessi i grandi maestri della Scuola del Misa, a partire da Giuseppe Cavalli e Mario Giacomelli.

“A tal proposito basti ricordare, solo per fare un esempio, la mostra dedicata alla poetica del paesaggio di Giacomelli da egli curata e organizzata nel 2017 proprio a Mosca in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura. Ovviamente non dimentico che se oggi Senigallia ha coronato un sogno a lungo inseguito, quello di essere riconosciuta in regione, in Italia e nel mondo come Città della Fotografia, grande merito lo si deve anche alla professionalità, alla competenza e alla passione con cui il professor Bugatti ha diretto in questi anni il nostro museo, facendone un fulcro di tanti eventi espositivi di valore internazionale”.

“Personalmente – aggiunge il sindaco – piango anche un grande amico, un punto di riferimento imprescindibile e un’inesauribile fonte di ispirazione, con il quale ho condiviso in questi anni idee e progetti che oggi permettono alla nostra città di essere stabilmente nella rete delle città d’arte. Alla compagna Silvana Amati vanno le mie più sentite condoglianze”.

“Con la scomparsa di Carlo Emanuele Bugatti – afferma invece il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo – perdiamo un prezioso testimone della cultura marchigiana che in lui ha avuto un attento estimatore, un instancabile organizzatore e un punto di riferimento certo. La sua formazione, l’impegno nella nascita e gestione del Musinf, l’attenzione critica per le arti e la fotografia in particolare, ne hanno fatto uno dei più profondi conoscitori del secondo Novecento marchigiano e non solo. Grande è stata la sua dedizione per la città di Senigallia, divenuta anche grazie al suo attivismo “città della fotografia”. Ci lascia, tra l’altro, una persona che per oltre vent’anni, con generosità, è stato Direttore responsabile della collana dei “Quaderni del Consiglio Regionale delle Marche”. Alla moglie, Silvana Amati, già senatrice e Presidente del Consiglio regionale – conclude Mastrovincenzo -, vanno le più sentite condoglianze mie personali e dell’intera Assemblea Legislativa delle Marche”.

Anche il sindaco Matteo Principi, l’Amministrazione comunale, il Consiglio comunale e la cittadinanza intera di Corinaldo esprimono profondo cordoglio per la morte del professore Carlo Emanuele Bugatti e vicinanza alla famiglia per l’improvvisa perdita. “Il professore Carlo Emanuele Bugatti – afferma Matteo Principi – è stato membro della Giuria del concorso fotografico “Mario Carafòli-Il Paese più bello del mondo” per un quinquennio in qualità di direttore del Musinf (Museo civico d’arte moderna) di Senigallia, ovvero da quando è stata ridefinita la 4^ sezione del concorso medesimo, il cui tema è diventato “La città di Senigallia- Spiaggia di Velluto”, sezione  successivamente intitolata a Edmo Leopoldi che della spiaggia di velluto senigalliese è stato un testimone con tante delle sue fotografie. Il concorso Carafòli, grazie anche al prof. Bugatti ha così ricevuto il prestigioso sostegno da parte del Comune di Senigallia che finanzia annualmente il premio della sezione in parola. E’ sempre stato presente alla riunione della predetta giuria, apportando la sua qualificata e qualificante esperienza in materia di arte, fotografia, cultura dell’immagine”.

Il Comune di Corinaldo, attraverso le parole del sindaco Matteo Principi, ringrazia il professore Bugatti per ciò che è stato, per ciò che ha rappresentato e per tutto ciò che ha svolto, con profondo impegno e dedizione, nel mondo dell’arte e della cultura. Ed anche la famiglia Carafòli “ricorda con gratitudine l’amico illustre che tanto ha fatto per la promozione del concorso fotografico “Mario Carafoli – Il Paese più bello del mondo”- afferma Domizia Carafòli- Il professor Bugatti ha favorito l’ingresso nel premio della Città di Senigallia e si è impegnato per la conservazione e l’uso pubblico dell’archivio Carafòli . Ma lo ricordiamo anche come giurato sempre presente nella giuria a Corinaldo e prodigo di giudizi e consigli pacati e illuminati che adesso ci mancheranno”.

Anche il sindaco Fausto Conigli e l’Amministrazione comunale, a nome di tutta la Cittadinanza di Trecastelli, esprimono profondo cordoglio per la scomparsa del Prof. Carlo Emanuele Bugatti e la propria vicinanza ai familiari e alla senatrice Silvana Amati. “Un grande lutto per il mondo della cultura e per tutta la Comunità di Trecastelli. Un indelebile ricordo e un profondo ringraziamento – si legge in una nota – a un uomo di grande spessore, che tanto si è prodigato per far conoscere, valorizzare e divulgare la pittrice Nori De’ Nobili alla quale è stato dedicato il Museo della Città di Trecastelli. Nato grazie alla volontà dell’Amministrazione Comunale e dell’attuale Sindaco di Trecastelli, il Museo Nori De’ Nobili è stato inaugurato il 7 ottobre 2012 su progetto del Prof. Carlo Emanuele Bugatti, che ne ha assunto la direzione.

“Profondo conoscitore ed estimatore dell’opera di Nori, il Prof. Bugatti nel corso di questi anni ha fatto in modo che il Museo diventasse un significativo punto di riferimento per il mondo delle arti visive contemporanee, promuovendo importanti progetti dedicati sia alla pittrice di origine marchigiana che all’immaginario artistico al femminile. La scomparsa del Prof. Bugatti – conclude l’Amministrazione comunale di Trecastelli – lascia un immenso vuoto per il Museo Nori De’ Nobili e per il mondo della fotografia, dell’arte e della cultura”.

“Appena ho appreso della scomparsa del Prof. Bugatti – afferma l’ex sindaco di Ostra Vetere Massimo Bello – ho subito telefonato all’amica sen. Silvana Amati per esprimere le mie condoglianze a lei e a tutta la sua famiglia. Ho conosciuto il Prof. Bugatti agli esordi del mio impegno politico a Senigallia, ancor prima di essere eletto in Consiglio comunale, oramai nel lontano1994. L’allora Fronte della Gioventù, movimento giovanile del MSI, aveva incrociato un lungo ‘braccio di ferro’ con l’Amministrazione comunale circa la permanenza del Muinf nell’edificio, nel quale a tutt’oggi ha sede il Museo ideato e diretto da Bugatti. Da giovane consigliere del MSI, poi, alle tante interrogazioni presentate all’allora sindaco Mariani, seguirono incontri e un confronto leale con lo stesso Bugatti, che ci invitò a visitare il Museo e a prendere visione dell’attività culturale della struttura comunale. Ricordo così quei primi momenti, in cui ebbi a che fare con il Direttore Carlo Emanuele Bugatti. Ieri, la notizia della sua morte. E questo non mi ha lasciato indifferente. Mi dispiace molto. Indubbiamente, Senigallia perde una parte importante della sua cultura. Perde un uomo, che ha dedicato gran parte della sua esistenza, se non tutta, a ricercare nella fotografia e nell’arte – conclude Massimo Bello – l’essenza della nostra civiltà e della nostra umanità”.

“Ci ha lasciati improvvisamente – afferma invece Domenico Pergolesi -, e pensare che, appena una settimana fa, aveva parlato alla Luas (Libera università per adulti) di Piergiorgio Branzi, fotografo illustre e cittadino onorario.

“Il professor Bugatti ha collaborato con l’Associazione Culturale La Fenice nella ricerca di artisti, sia per il Concorso Pianistico Internazionale, sia per il premio Nazionale di Poesia “Spiaggia di Velluto”. Artisti che hanno creato un’opera grafica legata alla manifestazione. Per interessamento del professor Bugatti hanno aderito, fra gli altri, Arnoldo Ciarrocchi, Umberto Mastroianni, Orfeo Tamburi, Walter Valentini.

“Il merito principale del prof. Bugatti – conclude Domenico Pergolesi -, oltre alla sua incessante attività al Museo, è  stato quello di aver gettato le basi di “Senigallia, città della fotografia” alla quale ha aderito la Regione Marche promuovendo una legge, indispensabile per la stabilità dell’istituzione, come ha affermato la vice presidente della Regione stessa, qualche giorno fa, al Palazzetto Baviera”.

 

 

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