In provincia di Pesaro Urbino 11,6 milioni di euro di investimenti per scuole e strade

In provincia di Pesaro Urbino 11,6 milioni di euro di investimenti per scuole e strade

Il Consiglio provinciale adotta gli schemi di bilancio di previsione. Voto contrario dei consiglieri di “Cambiamo pagina”. Al centro dell’attenzione anche il regolamento – tipo di polizia rurale, il Piano annuale di gestione del cinghiale e le barriere antirumore

PESARO – Il Consiglio provinciale ha adottato gli schemi di bilancio di previsione 2019 – 2021, che prevedono per il 2019 per l’edilizia scolastica 8,4 milioni di euro di investimenti e 4,1 di spesa corrente e per le strade 3,2 milioni di euro di investimenti e circa 2 milioni di euro di spesa corrente. Gli schemi, che hanno visto il voto contrario dei consiglieri della lista ‘Cambiamo pagina’ (Margherita Mencoboni, Giovanni Dallasta, Enrico Rossi e Giacomo Toccaceli), dovranno essere sottoposti all’Assemblea dei sindaci per un parere non vincolante, per poi tornare entro fine marzo in consiglio provinciale per l’approvazione del bilancio. Da oggi, i consiglieri provinciali hanno 15 giorni di tempo per presentare emendamenti.

“Dal 2018 – ha spiegato il direttore generale Marco Domenicucci– abbiamo ricominciato a fare bilanci pluriennali, dopo che la riforma delle Province ci aveva costretti a bilanci annuali per l’azzeramento di trasferimenti statali e gli enormi prelievi forzosi fatti dalle nostre casse sulle entrate per Rc Auto e Ipt pagate dai cittadini. Quest’anno, per la prima volta, si realizza un bilancio senza utilizzare risorse straordinarie e questo grazie a tutte le azioni di risparmio messe in campo in questi anni, anche rispetto alla spesa del personale. Da circa 600 dipendenti del 2014, si è passati a 250, tra pensionamenti, prepensionamenti e trasferimenti alla Regione sulla base delle funzioni assegnate dalla legge. Ciò ha portato, negli anni, a rilevanti benefici al bilancio”.

“Anche per il 2019 – ha ricordato il presidente della Provincia Giuseppe Paolini – abbiamo prelievi forzosi da parte dello Stato per 11 milioni di euro. Essendo stata una delle Province più penalizzate negli scorsi anni, attraverso la legge di bilancio 2019 ci sono stati restituiti 4,6 milioni di euro, ma è comunque poca cosa rispetto ai tagli. Continuerà la nostra battaglia per mantenere sul territorio le risorse RcAuto e Ipt”.

REGOLAMENTO – TIPO DI POLIZIA RURALE

Il Consiglio provinciale ha poi approvato, con l’astensione dei 4 consiglieri della lista “Cambiamo pagina”, l’abrogazione del comma 1 dell’articolo 24-ter del “Regolamento – tipo di polizia rurale”, che prevedeva l’obbligo di comunicazione preventiva all’Asur sull’utilizzo di prodotti fitosanitari, ritenuto un eccessivo aggravio burocratico per gli imprenditori agricoli e per gli uffici dell’Azienda sanitaria locale. Ciò perché esiste già una legge (Dlgs 150/2012, art 16) che prevede la predisposizione e l’aggiornamento di appositi registri, da parte degli acquirenti e degli utilizzatori di prodotti fitosanitari, che riportano i trattamenti effettuati nel corso della stagione di coltivazione. Restano immutati, invece, tutti i punti del regolamento a tutela della salute, dell’ambiente e della biodiversità, tra cui il divieto di trattamenti fitosanitari in prossimità di luoghi sensibili come scuole, ospedali, parchi pubblici, pozzi, sorgenti ecc. Il consiglio ha dato inoltre mandato al presidente Paolini di avviare un confronto in sede tecnica con i rappresentanti delle associazioni agricole di categoria, degli enti pubblici e degli ordini professionali interessati, intraprendendo al tempo stesso una fase di ascolto con gli altri stakeholders (associazioni di consumatori e ambientaliste, cittadini, studenti ecc.) per un aggiornamento complessivo delle disposizioni del Regolamento – tipo di polizia rurale sull’utilizzo di prodotti  fitosanitari, anche in vista della revisione, in ambito nazionale, del Piano d’Azione Nazionale (PAN) per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.

PIANO ANNUALE GESTIONE DEL CINGHIALE

Sempre con l’astensione dei consiglieri di “Cambiamo pagina”, il consiglio ha approvato anche il “Piano annuale (2019) per la gestione del cinghiale nella Riserva naturale statale Gola del Furlo”, gestita dalla Provincia. Il direttore della Riserva Mario Primavera ha spiegato come, pur essendo vietata la caccia nella Riserva, sia ammesso un prelievo selettivo dei cinghiali per contenere i danni alle produzioni agricole registrati nel territorio della Riserva stessa e nelle aree limitrofe. Sulla base di censimenti fatti due volte l’anno, l’ultimo dei quali ad ottobre 2018, il Piano autorizza per il 2019 l’abbattimento di 150 cinghiali all’interno della Riserva da parte di cacciaselezionatori autorizzati.

BARRIERE ANTIRUMORE, UN ORDINE DEL GIORNO

Pur non avendo competenze al riguardo, il consiglio provinciale, su indicazione del consigliere Emanuele Feduzi, condivisa anche dal consigliere Margherita Mencoboni, ha approvato all’unanimità un ordine del giorno in cui, rilevato il forte “no” espresso dal consiglio comunale di Mondolfo per le barriere antirumore previste da Rfi a Marotta lungo la linea ferroviaria e considerata anche la risoluzione votata all’unanimità dal Consiglio regionale che ha accolto la posizione contraria di molti Comuni al progetto Rfi per la mitigazione del rumore (a causa dell’impatto visivo paesaggistico e ambientale e agli impatti sulla salubrità e qualità della vita), “si impegna a chiedere a Rfi la modifica del progetto, intervenendo sugli elementi che costituiscono la fonte di produzione del rumore”. In considerazione del fatto che sul territorio provinciale ci sono 3 Comuni interessati dal progetto Rfi (Pesaro, Fano e Mondolfo), il consiglio provinciale si è impegnato a chiedere al Ministro, alla Regione Marche e a Rfi “l’apertura di un tavolo di confronto con tutti i comuni marchigiani interessati dalla linea ferroviaria adriatica al fine di evitare di spendere ingenti risorse per il piano di risanamento acustico, prevedendo e programmando, invece, investimenti per il progetto di arretramento della linea ferroviaria adriatica e per l’individuazione di soluzioni meno impattanti per la vita dei cittadini e per l’economia turistica”. Il consiglio ha inoltre impegnato il presidente Giuseppe Paolini a partecipare ad un tavolo di confronto insieme alla Regione Marche ed ai Comuni interessati dalla linea ferroviaria al fine di promuovere un’azione congiunta nei confronti del progetto presentato da Rfi”. (g.r.)

 

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