Glauco Mauri e Roberto Sturno in scena a Fano con I Fratelli Karamazov di Fedor Dostoevskij

Glauco Mauri e Roberto Sturno in scena a Fano con I Fratelli Karamazov di Fedor Dostoevskij

di PAOLO MONTANARI

FANO – Glauco Mauri e Roberto Sturno, coppia inossidabile del teatro italiano è in questi giorni al teatro della Fortuna di Fano, dove sta avendo un grande successo con la messa in scena teatrale de  I Fratelli Karamazov  di Fedor Dostoevskij , una produzione che i due attori hanno con la Fondazione Teatro della Toscana. L’attore pesarese Glauco Mauri che ha raggiunto la veneranda età di 88 anni, non ha proprio intenzione di mettere le scarpette al chiodo e già pensa alla prossima produzione con il Re Lear.

  • Maestro Mauri, di nuovo nelle Marche, ed oggi nella bella città di Fano. La scelta di un romanzo ricco e complesso come I Fratelli Karamazov da che cosa deriva?

“Per ben due volte la nostra compagnia ha raccontato Dostoevskij, con l’Idiota e Delitto e Castigo. Ora con i Fratelli Karamazov abbiamo realizzat un trittico. D’altronde Dostoevskij, Shakespeare e Beckett sono stati i tre grandi autori che mi hanno aiutato a tentare di capire la vita; la immensa tavolozza dei colori  dell’animo umano di Shakespeare, la tragedia del vivere che diventa farsa e la farsa del vivere che diventa tragedia di Beckett e Dostoevskij che mi ha fatto capire la magnifica responsabilità che ha l’uomo di comprendere l’uomo”.’

  • Qual è l’insegnamento più profondo che ha ricavato dai Fratelli Karamazov?

“Dostoevskij non giudica mai e racconta la vita anche nei suoi aspetti più negativi, nei personaggi più negativi come Dmitri e Ivan, con sempre una grande pietà per quell’essere meraviglioso  e a volte orrendo che è l’essere umano. La famiglia Karamazov è devastata da litigi, violenze, lussurie, incomprensioni, da un odio che può giungere al delitto, oggi, come oggi appare, è un esempio di questa nostra società così incline all’incapacità di comprendersi e di aiutarsi. Anche il sentimento dell’amore viene distorto in un desiderio insensato di violenza. Così sono i Karamazov, così siamo noi? Ma Dostoevskij è un grande poeta dell’animo umano e anche da una terribile storia riesce a donarci bellezza e poesia”.

 

 

Ag – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.laltrogiornale.it