“Alla Lanterna Azzurra di Corinaldo è stato spruzzato spray al peperoncino”

“Alla Lanterna Azzurra di Corinaldo è stato spruzzato spray al peperoncino”

La conferma arriva dai primi risultati dei campioni prelevati ed analizzati dai carabinieri del Racis. Le tracce sono state riscontrate soprattutto vicino all’uscita di sicurezza della discoteca. Lo ha reso noto il procuratore della Repubblica di Ancona Monica Garulli

ANCONA – “C’è il bisogno che si appuri la verità e che si faccia con rigore, con giustizia”. Lo ha detto, questa mattina, incontrando i familiari delle vittime della strage alla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E questa verità i magistrati della Procura di Ancona, la stanno cercando, proprio con quel rigore chiesto dal Capo dello Stato, dalla mattina dell’8 dicembre.

Ed oggi il procuratore della Repubblica di Ancona Monica Garulli ha reso noto il risultato delle analisi fatte dai militari del Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche di Roma che, in due sopralluoghi, avevano eseguito un campionamento di materiali prelevati all’interno della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo nelle ore successive il tragico evento.

E dai risultati emerge che tracce di capsaicina e diidrocapsaicina, un composto chimico presente nel peperoncino, sono state trovate, particolarmente concentrate, in prossimità dell’uscita di sicurezza della discoteca. Proprio in quell’uscita di sicurezza dove, la notte tra il 7 e l’8 dicembre dello scorso anno, sono morti, schiacciati nella calca provocata da una fuga in massa dal locale, cinque adolescenti ed una giovane mamma.

Il procuratore Monica Garulli ha spiegato che la sostanza rinvenuta dai carabinieri del Racis, all’interno della discoteca di Corinaldo, è simile a quella presente nelle bombolette spray per autodifesa. Ma il procuratore ha voluto anche aggiungere che non si sa ancora se si tratta della stessa sostanza dell’unica bomboletta rinvenuta all’interno della discoteca, in quanto non è stata ancora analizzata.

Al momento gli indagati restano dieci. Si tratta di Marco Cecchini, il dj presente in sala la notte della tragedia; del responsabile della sicurezza Gianni Ermellini, di Mercatino Conca; dei tre gestori della discoteca (i due soci della Magic Srl Carlantonio Capone e Quinto Cecchini e l’amministratore unico Francesco Bartozzi); dei proprietari della struttura (Alberto Micci, i suoi nipoti Marco e Letizia Micci, e la loro mamma Mara Paialunga). Nei loro confronti c’è l’accusa di concorso in omicidio colposo aggravato, ipotizzata, fin dal primo momento dai magistrati anconetani. Sulla tragedia ha aperto un fascicolo anche la Procura dei minori che ha indagato un diciassettenne, sospettato di avere usato lo spray al peperoncino all’interno della discoteca. Ma il ragazzo avrebbe un alibi.

Nelle foto: l’ingresso della discoteca Lanterna Azzurra, sorvegliata dai carabinieri subito dopo la tragedia; i primissimi prelievi effettuati – nella notte –  all’esterno dell’uscita di sicurezza dai militari del Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche di Roma; l’uscita di sicurezza dopo il sequestro della magistratura anconetana

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