A Senigallia in 13 – tra amministratori comunali e dirigenti della Uisp – rischiano il processo per la gestione della piscina delle Saline

A Senigallia in 13 – tra amministratori comunali e dirigenti della Uisp – rischiano il processo per la gestione della piscina delle Saline

SENIGALLIA – I magistrati della Procura della Repubblica di Ancona hanno chiuso le indagini sulla concessione alla Uisp, senza gare di appalto, della gestione della Piscina delle Saline. Indagini avviate dopo un esposto-denuncia presentato il 18 marzo 2017 negli uffici del Commissariato di Polizia di Senigallia dal consigliere comunale Giorgio Sartini (Senigallia Bene Comune). Fascicolo successivamente arricchito con l’acquisizione, da parte della polizia su disposizione della magistratura anconetana, di numerosi documenti negli uffici comunali.

Va ricordato che dall’inizio della sua attività – nel 2005 -, la piscina delle Saline è stata data in gestione dal Comune al comitato locale della Uisp, rinnovando periodicamente la concessione, senza aver mai svolto alcun tipo di gara pubblica.

Gli avvisi di chiusura delle indagini sono stati notificati dai magistrati della Procura di Ancona al sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi, agli assessori dell’attuale e della precedente Giunta comunale (Maurizio Memè, Gennaro Campanile, Michela Francesca Paci, Fabrizio Volpini, Stefano Schiavoni, Paola Curzi, Enzo Monachesi, Chantal Bomprezzi, Simonetta Bucari) ed a tre dirigenti del Comitato locale della Uisp (Massimo Tesei, Nadia Rotatori e Giorgio Gregorini).

Alla fine dello scorso mese di febbraio il caso della concessione, da parte del Comune di Senigallia, della piscina delle Saline al Comitato locale della Uisp, era anche finito sul tavolo del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. I senatori della Lega Paolo Arrigoni e Simone Pillon avevano infatti presentato sulla questione una dettagliata interrogazione.

I senatori Arrigoni e Pillon avevano fatto presente che “la gestione di un impianto sportivo a rilevanza economica, come nel caso di specie, può avvenire o direttamente da parte dell’ente locale proprietario della struttura, oppure da parte di un soggetto terzo, individuato tramite gara pubblica”.

“La vicenda – ricordavano nell’interrogazione al ministro i senatori Paolo Arrigoni e Simone Pillon – trae origine dalla missiva del 14 maggio 2015, su carta intestata del Comune di Senigallia e regolarmente protocollata, con cui il sindaco Mangialardi (a due settimane dalle elezioni amministrative del 31 maggio 2015) informava il comitato locale della Uisp di aver dato mandato al dirigente preposto di rinnovare la convenzione per la gestione della piscina comunale.

“Nel 2015 – scrivevano sempre Arrigoni e Pillon nell’interrogazione – non vi è stata alcuna gara e successivamente alla citata missiva è intervenuta la delibera di Giunta n. 151 del 30 luglio 2015 con cui effettivamente veniva data la gestione della piscina per due anni a favore del comitato locale della Uisp”.

Ed ora sono stati notificati agli interessati 13 avvisi di chiusura delle indagini.

 

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