Dopo l’assemblea sul nuovo Statuto comunale di Jesi, Rifondazione Comunista: “Speriamo non sia una farsa”

Dopo l’assemblea sul nuovo Statuto comunale di Jesi, Rifondazione Comunista: “Speriamo non sia una farsa”

JESI – Dal Partito della Rifondazione Comunista riceviamo: “L’assemblea convocata dall’Amministrazione sul nuovo Statuto comunale è stata l’ennesima presa in giro che il sindaco Bacci e la sua giunta hanno riservato a quei cittadini e quelle associazioni che in queste settimane attraverso critiche, proposte e iniziative come quella organizzata dall’Anpi, hanno provato a dare contenuto e dignità a quella che dovrebbe essere  “la carta di tutti” che raccoglie i valori civili e morali della comunità ( ecco perché sono indispensabili i riferimenti all’ antifascismo e alla Costituzione), salvaguarda i diritti, indica un orizzonte .

“Certo i motivi che hanno spinto questa maggioranza sono stati altri, quelli della normalizzazione, della cancellazione di quello spirito che aveva animato la costruzione del  vecchio statuto, cioè la necessità di fare del Comune lo spazio  aperto pubblico della partecipazione che vuole costruire il futuro, per trasformarlo nel luogo chiuso della “governabilità” che vuole conservare il presente e i suoi angusti egoismi.

“Coerenti con questi e sordi alle tante iniziative della società civile, delle associazioni, delle organizzazioni sociali e politiche della città si sono inventati la farsa di un’assemblea nella quale hanno evitato di prendere impegni e soprattutto , come da tanti è stato proposto, di attivare un vero percorso partecipativo che coinvolga e dia parola a tutte le diverse articolazioni sociali, culturali, politiche di Jesi. Non sperino di cavarsela così, siamo convinti che come noi tanti continueranno nell’ impegno di dare allo Statuto comunale la dignità dei valori democratici che hanno sempre caratterizzato la nostra comunità pretendendo un percorso che dia davvero la parola alla città.

“Proprio per questo rivolgiamo a quei consiglieri che hanno mostrato di saper ascoltare le proposte  e la volontà di tanti cittadini che “vogliono esserci, un appello alla coerenza all’ impegno perché impongano al consiglio una discussione che diventi aperta partecipata e democraticamente istruita”.

 

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