L’impianto di aerazione della Lanterna Azzurra sotto la lente di ingrandimento dei tecnici della Procura

L’impianto di aerazione della Lanterna Azzurra sotto la lente di ingrandimento dei tecnici della Procura

Questa mattina c’è stato un nuovo sopralluogo, nella discoteca di Corinaldo, del pubblico ministero Valentina Bavai, dei carabinieri del Ris e dei tecnici dell’Arpam

CORINALDO – Questa mattina il pubblico ministero Valentina Bavai, i carabinieri del Ris ed i tecnici dell’Arpam sono tornati alla Lanterna Azzurra di Corinaldo. Ad un mese dalla strage dell’Immacolata, costata la vita a sei persone, hanno approfondito alcuni aspetti tecnici relativi all’impianto di aerazione della discoteca, alle sostanze presenti, ai dispositivi ed alle uscite di sicurezza.

All’approfondimento tecnico hanno preso parte anche i legali delle famiglie delle vittime. Un ulteriore sopralluogo è previsto venerdì mattina quando verrà smontata anche una parte del controsoffitto per cercare di completare il quadro degli aspetti tecnici. Quindi si cercherà di stabilire, attraverso i video acquisiti dai carabinieri, subito dopo la strage, e le ricostruzioni in 3D, il numero delle persone presenti all’interno della Lanterna Azzurra la notte tra il 7 e l’8 dicembre.

L’attenzione dei magistrati della Procura della Repubblica di Ancona è posta anche sulla regolarità della rampa di uscita in cui hanno perso la vita, in seguito al cedimento della balaustra laterale, sei persone. Si tratta infatti di uno scivolo in cemento che termina con degli scalini che non dovevano esserci. Eppure gli organi preposti di Corinaldo avevano dato ugualmente l’autorizzazione alla struttura.

All’esame dei periti incaricati dalla Procura di Ancona anche l’adeguatezza dei locali, degli impianti interni e di tutte le uscite di sicurezza (non solo quella in cui sono morte le sei persone), rispetto all’autorizzazione per l’attività di pubblico spettacolo che è stata rilasciata alla Magic Srl il 20 ottobre 2017 dall’Unione dei Comuni Misa-Nevola.
I magistrati della Procura anconetana hanno anche chiesto ai periti indicazioni sul funzionamento delle luci d’emergenza, sull’ancoraggio della balaustra che ha ceduto e, soprattutto, sulle condizioni della stessa, i cui resti sono rimasti a terra, dopo il cedimento.
Al momento gli indagati sono dieci. Si tratta di Marco Cecchini, il dj presente in sala la notte della tragedia, figlio di Quinto Cecchini, uno dei soci della Magic srl, la società che gestisce la discoteca (anche lui indagato); il responsabile della sicurezza Gianni Ermellini, di Mercatino Conca; i tre gestori della discoteca (i due soci della Magic Srl Carlantonio Capone e Quinto Cecchini e l’amministratore unico Francesco Bartozzi) ed i proprietari della struttura (Alberto Micci, i suoi nipoti Marco e Letizia Micci, e la loro mamma Mara Paialunga). Per tutti l’accusa (concorso in omicidio colposo aggravato) è la stessa ipotizzata, fin dal primo momento.

Va ricordato che nell’inchiesta è indagato anche un ragazzo di 17 anni, sospettato di avere usato quella tragica notte dello spray al peperoncino. Ma lui – come hanno più volte ribadito i suoi avvocati – continua ad affermare che quella tragica notte, alla Lanterna Azzurra, non c’era.

 

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