“Ecco qual è la soluzione migliore per la Fano Urbino”

“Ecco qual è la soluzione migliore per la Fano Urbino”

La posizione delle associazioni For.bici Fiab Fano e Fiab Marche

FANO – Dalle associazioni For.bici Fiab Fano e Fiab Marche riceviamo: “L’ennesima poderosa campagna di stampa per il ripristino della ferrovia dismessa Fano Urbino può produrre vari effetti negativi:

  • fa credere che la dismissione e la mancata riapertura della linea ferrata siano causate da oscuri complotti o dall’opposizione di amministratori incapaci (o peggio) piuttosto che da numerose cause oggettive;
  • anche con informazioni inesatte e parziali, fa credere che sia vicino il ritorno del treno, nonostante si sappia che le Ferrovie non ne vogliono sapere almeno dal 1975, che la Regione non può distogliere ingenti risorse dal servizio di trasporto pubblico locale, che di fatto non esistono i finanziamenti necessari, che non si sono mai visti privati realmente intenzionati a investire;
  • nasconde alla pubblica opinione i grandi vantaggi derivanti da questa pista ciclabile che garantisce contro possibili vendite da parte di RFI, bonifica circa 50 km abbandonati, favorisce gli utenti deboli della strada, elimina barriere che separano i quartieri, migliora urbanisticamente le città ma soprattutto, grazie al cicloturismo, fa scoprire un entroterra ancora non toccato da un adeguato flusso turistico; oltretutto, con un impegno finanziario decisamente modesto per gli enti pubblici.
  • ostacola il buon lavoro della Regione Marche che, senza eliminare la linea ferrata e in attesa di tempi migliori, intende realizzare una pista ciclopedonale ai margini e non sopra i binari;

Che questa sia la strada giusta lo dimostrano decine di ferrovie dismesse tornate a nuova vita per la mobilità dolce, territori che fanno la loro fortuna grazie alle piste ciclabili, centinaia di strutture alberghiere che si adeguano, richieste di tour operator, opportunità per il commercio, la cultura, la sicurezza stradale, ecc.

FIAB Marche apprezza la soluzione di realizzare la ciclabile ai margini dei binari senza compromettere un loro eventuale riuso ferroviario e prende atto del passo avanti di chi propone il ferrociclo, la cui collocazione ottimale però sarebbe non in pianura ma nel tratto in discesa da Urbino a Fermignano; e in ogni caso, non sarebbe meglio muoversi liberamente in tutte le direzioni su bici normali piuttosto che pedalare in fila, irrigiditi su macchine pesanti?

Sorprende infine che, in un momento difficile per l’economia, dirigenti di importanti organizzazioni lavorative chiedano un ripristino ferroviario che, se fosse realizzabile, vedrebbe la luce in un lontano futuro e invece contrastino una proposta della Regione Marche (condivisa da numerosi amministratori locali e associazioni ambientalistiche) che muove subito notevoli investimenti già disponibili e rilancia l’economia di un intero territorio”.

 

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