È partito il conto alla rovescia per il volume sulla storia di Senigallia

È partito il conto alla rovescia per il volume sulla storia di Senigallia

SENIGALLIA – È scattato il conto alla rovescia per la prima presentazione pubblica della ricostruzione storica sulla storia della nostra città dall’Unità al 2000. L’opera, “Senigallia. Una storia contemporanea 1860-2000” (a cura di Marco Severini, Ed. Ventura, 2019) è frutto di un progetto scientifico che ha impegnato 28 studiosi dell’Associazione di Storia Contemporanea per oltre due anni e propopne un’idea di storia a 360 gradfi: da quella politico-amministrativa a quella socio-economica, passando per quella civile e culturale e dei tanti movimenti e personaggi che hanno lasciato un segno prezioso e fecondo.

Senigallia non si è ammodernata solo con i quartieri Peep, i centri commerciali e i sempre più numerosi alberghi, ma anche grazie alla voce e all’impegno coraggiosi di chi la pensava in maniera diversa. Al tempo stesso, però, al turismo e alla Senigallia degli anni d’oro sono dedicati alcuni capitoli. «Pur consapevoli del motto “nemo profeta in patria”, abbiamo voluto realizzare questo volume perché ormai quasi nessuno – recita una nota associativa – si occupa in maniera scientifica della storia locale, che poi tanto storia locale non è: infatti sono state ricostruite le connessioni che legano Senigallia al contesto nazionale e internazionale».

Il volume sarà presentato alla comunità misena domenica 13 gennaio, alle ore 11, presso l’Auditorium San Rocco di Senigallia e nell’occasione l’editore proporrà le prime copie a un prezzo di offerta. Intanto, nel corso della serata di giovedì 3 gennaio, alcuni soci e amici si sono radunati per ricordare i tempi che furono: immarcescibili Mauro Pierfederici, consigliere comunale e vice presidente del Centro Mazziniano (ma che chi ha la memoria lunga ricorderà come “agreabile” gestore dello stabilimento “Bagni Maria”), Alessandro Coppetti (“Vice”), Lorenzo Magistrelli (“Lollo”) con signora (Lucia Conti), Raffaela Veroli e il marito Alessandro Giamberti, il curatore dell’opera Marco Severini, l’amico Attilio Magistrelli. C’erano poi altre amiche e signore che hanno preferito non essere immortalate dall’obiettivo fotografico. Mancava  solo “giugno”: ma prima o poi ricomparirà, dopo questi primi, attesi assaggi di neve.

 

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