Sopralluogo dei periti alla Lanterna Azzurra di Corinaldo alla ricerca di cause e responsabilità della tragedia

Sopralluogo dei periti alla Lanterna Azzurra di Corinaldo alla ricerca di cause e responsabilità della tragedia

CORINALDO – I periti nominati ieri dalla Procura della Repubblica di Ancona si sono recati questa mattina alla Lanterna Azzurra, la discoteca di Corinaldo, dove la notte tra venerdì 7 e sabato 8 dicembre, hanno perso la vita sei persone, cinque adolescenti ed una giovane mamma.
L’ingegner Costanzo Di Perna, professore ordinario di Fisica tecnica ambientale del Dipartimento di Energia industriale e Scienze matematiche della Facoltà di Ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche; e il tenente colonnello dei Carabinieri Marcello Mangione, ingegnere civile in servizio presso il comando generale dell’Arma, hanno eseguito un approfondito esame dei locali. Sono infatti chiamati a rispondere, soprattutto, a quattro quesiti.
Per questo si sono soffermati nell’accertamento della tipologia delle sostanze che potrebbero essersi diffuse all’interno della discoteca di Madonna del Piano. I magistrati della Procura anconetana hanno chiesto ai due consulenti tecnici anche di prelevare eventuali campioni, presenti sia nel sistema dei fumi coreografici, sia in quello di ventilazione e climatizzazione e anche nel congelatore del bar mobile che si trova in prossimità di un’uscita di sicurezza e negli altri impianti di refrigerazione dei bar al piano terra.
I tecnici sono anche chiamati ad accertare la presenza di eventuali residui di capsaicina, il principio attivo del peperoncino, in considerazione dell’utilizzo di uno spray di questa sostanza urticante.
All’esame dei periti incaricati dalla Procura di Ancona anche l’adeguatezza dei locali, degli impianti interni e delle uscite di sicurezza, rispetto all’autorizzazione per l’attività di pubblico spettacolo che è stata rilasciata alla Magic Srl il 20 ottobre 2017 dall’Unione dei Comuni Misa-Nevola.
I magistrati della Procura anconetana hanno anche chiesto ai periti indicazioni sul funzionamento delle luci d’emergenza, sull’ancoraggio della balaustra che ha ceduto e, soprattutto, sulle condizioni della stessa, i cui resti sono rimasti a terra, dopo il cedimento.
Al sopralluogo di questa mattina, insieme ai due tecnici, ha partecipato il sostituto procuratore Paolo Gubinelli che conduce l’inchiesta, e molti carabinieri del comando provinciale di Ancona e della Compagnia di Senigallia.
Va anche ricordato che, nel frattempo, gli indagati per la tragedia alla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, sono saliti a dieci. Nel registro degli indagati, nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Ancona, sono finiti anche Marco Cecchini, il dj presente in sala la notte della tragedia, figlio di Quinto Cecchini, uno dei soci della Magic srl, la società che gestisce la discoteca (anche lui indagato), e il responsabile della sicurezza Gianni Ermellini, di Mercatino Conca.
Nei loro confronti l’accusa (concorso in omicidio colposo aggravato) è la stessa ipotizzata, fin dal primo momento, per le altre sette persone adulte indagate, i tre gestori della discoteca (i due soci della Magic Srl Carlantonio Capone e Quinto Cecchini e l’amministratore unico Francesco Bartozzi) ed i proprietari della struttura (Alberto Micci, i suoi nipoti Marco e Letizia Micci, e la loro mamma Mara Paialunga).
Nell’inchiesta, al momento, è indagato anche un ragazzo di 17 anni, sospettato di avere usato quella tragica notte dello spray al peperoncino.

Nelle foto: l’arrivo dei periti e del sostituto procuratore Paolo Gubinelli alla Lanterna Azzurra di Corinaldo; l’ingresso nella discoteca; l’incontro del dottor Gubinelli con alcuni avvocati

 

 

 

 

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