Presentato a Barbara lo Statuto cinquecentesco

Presentato a Barbara lo Statuto cinquecentesco

BARBARA – Nell’ambito delle celebrazioni dell’omonima santa patrona, presso la sala del Consiglio comunale è stata presentata l’edizione degli  “Statuta Communis Barbarae”.

L’opera – dotata di commento, trascrizione, traduzione e glossario – edita dall’associazione culturale senigalliese “Sena Nova”, è una delle produzioni dovute all’attività degli allievi della classe V A del Liceo Scientifico Statale “E. Medi” di Senigallia, all’interno del progetto di Alternanza Scuola Lavoro, per il triennio 2015-2018, ospitato dalla Biblioteca ‘Antonelliana’ e coordinato dalla prof. Patrizia Burattini, con la collaborazione del corpo docente e in particolare degli insegnanti di lettere e latino, Anna Annibali, e  storia, Ettore Baldetti.

Dopo i saluti del sindaco di Barbara Raniero Serrani, la suddetta responsabile del progetto e collaboratrice della dirigenza, nel contesto di un proprio positivo giudizio sull’iniziativa didattica, ha letto un messaggio del dirigente scolastico Daniele Sordoni, impossibilitato a presenziare, nel quale si sottolineava l’importanza di siffatte esperienze per la formazione culturale e l’orientamento professionale degli allievi

Sono poi intervenuti il consigliere con delega alla cultura, Alberto Cingolani, descrivendo le motivazioni che avevano indotto l’Amministrazione comunale guidata dal professore Fabio Brunetti, nei primi anni Ottanta, al finanziamento della riproduzione dell’importante documento storico-istituzionale, un codice manoscritto decorato con pregevoli miniature conservato presso la Biblioteca del Senato. Lo stesso relatore, in qualità di assessore alla cultura e vicesindaco, si recò poi a Roma per perfezionare l’operazione.

Ettore Baldetti, che aveva ispirato l’iniziativa, ha quindi delineato gli aspetti della vita quotidiana di un comune rurale marchigiano presenti nella fonte legislativa, osservando in particolare come, pur nel contesto di una società particolarmente violenta, maschilista e segregatrice, si ravvisasse il tentativo di tulelare collettivamente dei valori ambientalistici, igienici e giuridici, ancor oggi perseguiti.

Nel ricordo del sindaco Brunetti, primo sostenitore dell’iniziativa di recupero, sono state poi donate ai due figli, la professoressa Fabiola e l’avvocato Bruno, le copie dell’opera di cui il padre, precocemente scomparso, non aveva potuto vedere la luce.

Nelle foto (di Angelo Papi): alcuni momenti della presentazione

 

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