La fusione tra Corinaldo e Castelleone, Luciano Galeotti: “Quanta ipocrisia tra i nostri politici che fingono di non sapere…”

La fusione tra Corinaldo e Castelleone, Luciano Galeotti: “Quanta ipocrisia tra i nostri politici che fingono di non sapere…”

di LUCIANO GALEOTTI*

CORINALDO – Quanta ipocrisia dietro questo oooohhh! di stupore dei nostri politici amministratori della Unione dei comuni Misa Nevola (Corinaldo-Castelleone di Suasa) per la manovra in atto che fonderà, per incorporazione, le due municipalità. Ho letto ieri quanto pubblicato e constato oggi dalla risposta della lista civica di minoranza di Castelleone che l’intera vicenda appartiene alla stridula provincialfantapoliticalocale, ad una maniera stantia di comunicazione istituzionale che lancia il sasso e nasconde la mano e resta stupita del suo stesso stupore.

Da anni, nei palazzi, si sta manovrando per giungere a questa fusione che vogliono e forse ci stanno riuscendo far apparire come conseguenza naturale, inevitabile, voluta dal ministero addirittura. Eppure in un articolo del giornale comunale di Corinaldo, Informattiva, il tutto sembra spiegato in maniera chiara, quasi ingenua, con una semplicità che questa sì, può stupire: prima si fa la fusione tra i comuni di Castelleone di Suasa e Corinaldo, poi “non limitando la prospettiva ad altre municipalità (si legge nel comunicato)” si aderisce alla unione della marca senone, quella del signore di Senigallia in sostanza. Tutto semplice tutto chiaro, ma…..i Cittadini dei due comuni cosa ne pensano ?, di quelli ci siamo scordati, a quelli faremo sapere al momento opportuno (all’ultimo istante, stile Senigallia-Morro d’Alba) o li terremo all’oscuro (stile Senigallia e vari feudi della vallata Misa). Conseguenza naturale. Chi, chi avrà vantaggio, a chi porterà beneficio questa fusione? Corinaldo ha di fatto acquisito l’altro Comune con vari mutui e sovvenzioni, l’ha fatto ingrassare ed ora è pronto per il boccone finale, ma siamo sicuri che questo boccone non sia indigesto?

Fra qualche anno, visto che il tutto ruota attorno alla…  discarica che dovrà, finalmente, cessare la sua attività di avvelenamento della vallata, su quale groppone rimarranno gli interessi passivi, chi sarà chiamato a pagarli, certo i cittadini, certo i servizi perderanno di qualità, certo molti servizi saranno accorpati, diluiti con quelli della grande unione, il tutto lentamente scivolerà a valle, alla riviera facendo perdere definitivamente identità ai nostri campanili, evviva la grande rivincita della Provincia.

Poi arriva la benedizione istituzional democratica: “l’ha detto anche il ministero dell’interno” leggo sempre nell’articolo del giornale comunale di Corinaldo Informattiva, sì il ministro del 2015, questo non viene detto, l’ha detto Alfano che non rappresenta certo la volontà attuale degli elettori. In altre parti, altri Comuni abbandonano le unioni perché non è proprio vero che si ottengono dei risparmi, perché alle volte servono solo ad offrire l’opportunità per allargare la maglia clientelare di certi partiti e occupare incapaci aumentando, questo sì, le spese dei Comuni: guardate Montelabbate che è uscita con coraggio dal giogo della compagnia del signore di Pesaro.

I Comuni oggi dovrebbero perseguire un carattere imprenditoriale, dovrebbero ricercare lo sviluppo dei loro territori, avere una visione, una prospettiva futurista e maggiori sono, maggiore è la competitività e la possibilità di creare economia. Istituire fusioni fra Comuni solo per aspettare in maniera parassitica le donazioni dall’alto ha poco senso, non crea occupazione, non crea stimoli nel privato e lascia scappare le menti giovani in paesi che offrono maggiori opportunità.

Quanta tristezza questa politica locale che sembra occuparsi del tutto, ma non si occupa di nulla, che vede solo il proprio interesse ed è lontana anni luce dagli interessi dei cittadini. “Ed è con questa visione del futuro che Corinaldo e Castelleone….– si legge sempre nell’articolo”, la massima espressione amministrativa di visione futura è quella di giungere ad una fusione, eppure pensavo, ho sempre creduto che dovremmo occuparci del benessere dei cittadini, avere una visione, una prospettiva futura. Che so, guardare all’economia verde, al realizzare nuove opere strutturali, nuovi posti di lavoro, nuove occasioni per rilanciare un’economia che lentamente anch’essa scivola a valle.

Quanta ipocrisia, qualcuno fa finta di non sapere, qualcuno sa e non vuol sapere, qualcuno grida al ladro da dietro un angolo di casa. Alla fin fine gli attori hanno paura di non ricevere applausi, di perdere il privilegio acquisito, il loro posto d’onore…. Paura di dover ritornare in platea, in mezzo al popolo, forse è solo questo che si nasconde dietro la parola fusione.

*Consigliere comunale – Capogruppo In Movimento Corinaldo c’è

PER SAPERNE DI PIU’

 

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