La classe III C della Mercantini di Senigallia premiata a Roma per il miglior lavoro nazionale indetto da Libera e dal Miur

La classe  III C della Mercantini di Senigallia premiata a Roma per il miglior lavoro nazionale indetto da Libera e dal Miur

SENIGALLIA – A Roma, nel palazzo del Ministero dell’Istruzione, la classe III C della scuola “Mercantini” è stata premiata per il miglior lavoro nell’ambito del concorso nazionale “Regoliamoci”, giunto alla XII edizione, indetto da Libera e dal Miur. La classe è stata accompagnata dalla Dirigente scolastica Fulvia Principi e dalle professoresse Nicoletta Gresta e Federica Spinozzi.

Il titolo dell’elaborato “…dalle memorie alla memoria…”, frutto di un laboratorio di scrittura e di fotografia, guidato dalla stessa professoressa Spinozzi e dall’esperto Andrea Simonetti,  è stato così presentato dai ragazzi vincitori: “Fare memoria della propria vita è un atto fondamentale per noi stessi e per l’intera collettività. Nella misura in cui siamo capaci di fare memoria dentro di noi, di riconoscere il valore dei nostri ricordi come radici su cui si basa la nostra esistenza, saremo in grado di fare memoria di quanto accade nel nostro territorio, delle scelte e degli stili di vita. Commemorare non è solo ricordare; ha la stessa radice di «commuovere», quindi è un’azione della mente e del cuore. Infatti diciamo «far memoria», utilizzando il verbo fare, che implica un’azione concreta, manuale, tangibile. Partendo da queste considerazioni abbiamo creato pagine di autobiografia, cercando di lavorare con la scrittura e l’autoscatto fotografico. La prima ci ha permesso di ricostruire eventi preziosi delle nostre esistenze, con la seconda abbiamo espresso le nostre emozioni, i nostri sentimenti, legati a quel particolare episodio. In sottofondo una dolce melodia che accompagna il rumore dell’acqua che scorre: l’abbiamo scelta perché il movimento continuo e sempre nuovo dell’acqua rimanda al tempo che procede, alle vicende che passano su oltre 500 partecipanti ; tutto ha valore, tutto va portato a galla perché sia visto, sia compreso, sia accolto.

“Questo lavoro svolto nei nostri 12 o 13 anni pensiamo sia importante ed educativo, per crescere nella consapevolezza dell’importanza della memoria emotiva. Abbiamo compreso che le nostre vite sono collegate le une alle altre. Le nostre vicende personali si intersecano tra loro e nulla e nessuno resta isolato, nel bene e nel male. Questo accade nella nostra classe, dove siamo in ventitré; questo accade nella nostra città, nel nostro Paese, nel mondo intero.

“Tutti siamo in relazione con tutti. E ogni nostra scelta determina la reazione dell’altro, creando una fitta rete che si allarga di generazione in generazione. La storia del nostro territorio non è determinata dai grandi eventi, dai grandi personaggi, bensì dall’impegno e dalle azioni di ciascuno di noi. A futura…memoria: quello che oggi compio avrà delle inevitabili conseguenze nel futuro. Questo abbiamo scoperto insieme!”

 

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