Ha lasciato l’ospedale di Ancona anche l’ultimo ferito della Lanterna Azzurra

Ha lasciato l’ospedale di Ancona anche l’ultimo ferito della Lanterna Azzurra

Nella tragedia, avvenuta nella discoteca di Corinaldo, hanno perso la vita sei persone: cinque adolescenti ed una giovane mamma. Oltre cento, invece, i feriti. L’inchiesta va avanti velocemente: per il momento ci sono dieci indagati. L’altro giorno, nei locali, c’è stato il sopralluogo dei periti incaricati dai magistrati della Procura anconetana

ANCONA – E’ stato dimesso questa mattina anche l’ultimo dei sette ragazzi ricoverati, in gravi condizioni, all’ospedale regionale di Ancona, dopo i tragici fatti accaduti, la notte tra venerdì 7 e sabato 8 dicembre, alla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo.

Nella calca creatasi, in seguito al fuggi fuggi generale, all’uscita di sicurezza posteriore della discoteca erano morte sei persone – cinque adolescenti ed una trentanovenne di Senigallia, mamma di quattro bambini – e vi erano stati complessivamente oltre cento feriti, sette dei quali erano stati, poche ore dopo, considerata la gravità delle loro condizioni, ricoverati nelle terapie intensive dell’ospedale regionale di Ancona.

Ed oggi, finalmente, è arrivata l’ultima buona notizia che tutti attendevano su questa incresciosa vicenda: le dimissioni anche dell’ultimo dei sette ragazzi ricoverati.

Nel contempo l’inchiesta, coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica di Ancona, sta andando avanti velocemente. L’altro giorno i due periti, appena ricevuto l’incarico, si sono recati nella discoteca insieme al sostituto procuratore Paolo Gubinelli ed ai carabinieri del Ris, per eseguire un approfondito esame dei locali. Chiamati a rispondere, soprattutto, a quattro quesiti, si sono soffermati nell’accertamento della tipologia delle sostanze che potrebbero essersi diffuse all’interno della discoteca di Madonna del Piano e che hanno poi innescato il fuggi fuggi generale e la successiva calca all’uscita.

I magistrati della Procura anconetana hanno chiesto ai due consulenti tecnici anche di prelevare eventuali campioni, presenti sia nel sistema dei fumi coreografici, sia in quello di ventilazione e climatizzazione e anche nel congelatore del bar mobile che si trova in prossimità di un’uscita di sicurezza e negli altri impianti di refrigerazione dei bar al piano terra.
I tecnici sono anche stati chiamati ad accertare la presenza di eventuali residui di capsaicina, il principio attivo del peperoncino, in considerazione dell’utilizzo di uno spray di questa sostanza urticante.
All’esame dei periti incaricati dalla Procura di Ancona anche l’adeguatezza dei locali, degli impianti interni e delle uscite di sicurezza, rispetto all’autorizzazione per l’attività di pubblico spettacolo che è stata rilasciata alla Magic Srl il 20 ottobre 2017 dall’Unione dei Comuni Misa-Nevola.
I magistrati della Procura anconetana hanno inoltre chiesto ai periti indicazioni sul funzionamento delle luci d’emergenza, sull’ancoraggio della balaustra che ha ceduto e, soprattutto, sulle condizioni della stessa, i cui resti sono rimasti a terra, dopo il cedimento.
Nel frattempo, gli indagati per la tragedia alla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, sono saliti a dieci. Nel registro, nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Ancona, sono finiti anche Marco Cecchini, il dj presente in sala la notte della tragedia, figlio di Quinto Cecchini, uno dei soci della Magic srl, la società che gestisce la discoteca (anche lui indagato), ed il responsabile della sicurezza Gianni Ermellini, di Mercatino Conca.
Nei loro confronti l’accusa (concorso in omicidio colposo aggravato) è la stessa ipotizzata, fin dal primo momento, per le altre sette persone adulte indagate, i tre gestori della discoteca (i due soci della Magic Srl Carlantonio Capone e Quinto Cecchini e l’amministratore unico Francesco Bartozzi) ed i proprietari della struttura (Alberto Micci, i suoi nipoti Marco e Letizia Micci, e la loro mamma Mara Paialunga).
Nell’inchiesta, al momento, è indagato anche un ragazzo di 17 anni, sospettato di avere usato quella tragica notte dello spray al peperoncino.

 

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