Dal 1973 Ostra è comparsa quattro volte sui grandi schermi dei cinema italiani

Dal 1973 Ostra è comparsa quattro volte sui grandi schermi dei cinema italiani

di GIANCARLO BARCHIESI
OSTRA – Nel cinema Ostra è comparsa quattro volte sul grande schermo. Si è iniziato nel 1973 con il film Cuore, diretto dal regista Romano Scavolini.

Il film racconta quattro famose storie tratte del romanzo di Edmondo De Amicis, che hanno avuto per protagonisti quattro bambini: Duilio Cruciani per Sangue romagnolo, Renato Cestiè per Il tamburino sardo, Guerrino Casamonica per La piccola vedetta lombarda, Domenico Santoro per L’infermiere di Tata. Nelle scene girate nel nosocomio di Ostra tra gli altri compaiono gli Ostrensi Alfio Conti e Gino Ceccomarini. Oltre ad Ostra il film è stato girato a Senigallia e nelle campagne delle due città sopra ricordate.

Nel 1976 è stata invece la volta de La nipote del prete un film diretto da Sergio Grieco e girato tra Ostra e Senigallia.
La protagonista, Desirée è una ragazza svedese, nipote di un sacerdote, arrivata ad Ancona. Disinibita e naturista, attira le attenzioni dei ragazzi e le antipatie delle donne del luogo. Una storia assai spinta rapportata nei costumi di quegli anni quando ancora il nudo nel grande schermo faceva molto discutere.

Ostra compare ancora sul grande schermo nel film La belva col mitra, un poliziesco del 1977 diretto sempre da Sergio Grieco e Girato interamente nella provincia di Ancona, tra il capoluogo regionale e i comuni di Ostra, Montemarciano e Senigallia. Nanni Vitali, un pericoloso criminale, evade dal carcere con quattro complici. Sequestrano e uccidono Barbareschi, autore della soffiata che ha portato all’arresto di Vitali. Il Commissario Santini, figlio del procuratore che aveva fatto condannare Vitali, cerca di fermarlo. Una guerra all’ultimo sangue che coinvolge la famiglia del Commissario che alla fine avrà la meglio arrestando nuovamente Vitali.

Ostra ritorna in Prova a volare del senigalliese Lorenzo Cicconi Massi prodotto nel 2003 è uscito nelle sale cinematografiche nel 2007. Girato a Ostra, Jesi, Senigallia e Irsina in Basilicata racconta la storia di Alessandro, (Riccardo Scamarcio) che rimasto orfano a vent’anni, è costretto ad occuparsi dell’azienda metallurgica di famiglia. Non si sente, però, ancora pronto per l’incarico e quindi preferisce fare il cineoperatore per Tonino (Antonio Catania), un fotografo di matrimoni. Gloria (Alessandra Mastronardi) ha sedici anni e sta per sposarsi perché è incinta: glielo impone suo padre, Pietro, un uomo autoritario e sbrigativo. Il giorno del matrimonio della ragazza, Alessandro è lì per lavoro e, in un attimo, Gloria lo coinvolge in una rocambolesca fuga verso Irsina Arrivati lì Gloria scopre che l’amica dove doveva rifugiarsi non c’è, la stessa con cui avrebbe dovuto andare da un’ostetrica per abortire. Alessandro la aiuterà in questa difficile scelta.

Una nuova produzione, non cinematografica, ma musicale, la si ebbe nel dicembre 2014 con La strada delle orfanelle del cantautore falconarese Matteo Grego con la partecipazione vocale di Silvia Mezzanotte. Si scelse come sfondo l’antico refettorio delle suore Clarisse con l’annesso ex nosocomio di Ostra. La canzone prese le mosse da un aneddoto storico appreso durante gli anni del liceo a Senigallia ed è il racconto di un’anziana signora, interpretata in duo con Silvia Mezzanotte, voce dei Matia Bazar, che narra cosa succedeva nell’orfanotrofio situato in quella che oggi consociamo come via Pisacane, ma che un tempo, appunto, era chiamata “la strada delle orfanelle”.

Il brano che è stato in programmazione radiofonica in tutt’Italia venne dedicata alla causa delle orfanelle cresciute nell’Orfanotrofio Galletti Abbiosi di Ravenna, vittime di un grande scandalo italiano per il quale non si è ancora fatta giustizia.

 

Ag – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.laltrogiornale.it