Da Rifondazione comunista arriva un contributo al confronto per una migliore Democrazia a Jesi

Da Rifondazione comunista arriva un contributo al confronto per una migliore Democrazia a Jesi

JESI – Dal Circolo Karl Marx di Jesi del Partito della Rifondazione comunista riceviamo: “La schiettezza e la chiarezza con cui il compagno Aroldo Cascia, sindaco emerito di Jesi, ha voluto sottolineare la ferita alla storia della città che procurerebbe il nuovo Statuto comunale, se approvato, ci consente di aggiungere alcune osservazioni e alcune riflessioni che speriamo, contribuiscano  a vincere una battaglia di democrazia.

“A leggere il testo predisposto dalla commissione dei “saggi” (sic!) non c’è solo il vilipendio della cancellazione dei riferimenti all’antifascismo e alla Resistenza, o l’introduzione della “pacchianata” provinciale del riferimento alla città Regia (per altro da sempre motivo di scherno agli jesini dal resto della provincia), purtroppo c’è di più e di peggio.  Tutta la riformulazione dei “principi generali “ ( diventato nel nuovo statuto art. 1) infatti cancella il dettaglio e l’importanza che il vigente da’ all’acqua pubblica, le forme e le articolazioni per la realizzazione  dei principi costituzionali della giustizia, la promozione delle politiche concrete di integrazione, di accoglienza e di solidarietà , che si trasformano in accenni generici  e “bilanciati” da riferimenti alla tradizione e alla cultura nazionale  che suonano sghembi se non sinistri.

“Fa pure un po’ peggio introducendo di soppiatto principi come la sussidiarietà, che raccontati come strumenti di cittadinanza attiva, permettono appalti, privatizzazioni, precarietà. Per non dire della partecipazione e dei suoi organismi, le circoscrizioni , che il nuovo statuto chiama comitati di quartiere, ai quali è tolta ogni funzione politica e , soprattutto ogni potestà, per non dire delle  consulte, vietate di fatto ai singoli cittadini, o dei forum di cui si limita la frequenza.

“In fin dei conti la cancellazione dei valori dell’antifascismo e della Resistenza non sono stati una semplice svista bensì la coerente volontà di “restaurazione”.” Hic Rhodus, hic salta”, sullo Statuto c’è lo scontro tra due idee di città, di democrazia di valori, fin qui , in Consiglio ma anche in città, le forze democratiche hanno segnato ritardi e sottovalutazioni, tocca ora recuperare quei ritardi e soprattutto, provarsi a costruire un’azione che permetta il massimo della partecipazione e consenta a tutti di sapere per decidere”.

 

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